Condanna, assoluzione o rinvio in Appello, le ipotesi per la sentenza del secolo su Berlusconi

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La posta in palio e' altissima e non riguarda solo Berlusconi ma tutto il Pdl ed anche se indirettamente il Pd ed il governo delle larghe intese. Nulla sara' comunque come prima sulla scena politica dopo la sentenza della Cassazione, che si riunira' domani. La sentenza e' pero' attesa tra mercoledi' e giovedi'. I giudici dovranno valutare le due sentenze di merito che hanno condannato il Cavaliere a 4 anni di carcere, che scende ad uno per l'indulto, e a 5 di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale. Normalmente la Cssazione quando c'e' una "doppia conforme", cioe' due sentenze uguali sia in Tribunale che in Appello, conferma la condanna. Nulla tuttavia impedisce che anche una "doppia conforme" venga cassata dalla Suprema Corte (anche se questo avviene raramente), nel caso in cui venga accolto uno dei cinquanta motivi di ricorso presentati dalla difesa composta dall'accoppiata Coppi-Ghedini. In questo caso la Cassazione potra' o annullare la sentenza, o in questa evenienza piu' probabilmente, rinviare il processo in Appello, indicando il punto o i punti da da riconsiderare e meglio motivare. In questo caso pero' il processo correrebbe seri rischi di prescrizione, dovendo concludersi entro settembre del 2014. L'impressione e' invece che non ci sara' il rinvio della decisione della Corte e se caso mai ci dovesse essere sarebbe brevissimo, pochi giorni. Intanto fonti della Procura fanno sapere che la sentenza non sarebbe operativa fino al 15 ottobre, ma i tempi si potrebbero allungare. Nel caso di condanna ovviamente pero' si porra' da subito il tema della presenza di un condannato in Parlamento e la sua pemanenza alla guida di uno schieramento politico. Se i giudici faranno il pollice verso si aprira' un terremoto politico che inevitabilmente finira' per coinvolgere tutto il quadro politico. Con molte possibili variabili, anche se da Berlusconi e' giunto un ultimo messaggio di sostegno a Letta ed al suo governo. Ma saranno il suo Pdl, che minaccia azioni anche clamorose ed il Pd, che non potrebbe sopportare di governare anche a "Caimano condannato", a dovere assumersi la responsabilita' dell'eventuale rottura delle larghe intese, con tutto quello che comporterebbe.

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