Mediaset, sentenza Cassazione forse domani. Il Pg: il reato di frode fiscale c'è

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Nessun rinvio per la sentenza della Cassazione sul ricorso dei legali del Cavaliere per la condanna in secondo grado a 4 anni e a 5 di interdizione dai pubblici uffici sui diritti Mediaset. Il 'big bang' dunque non sarà spostato a settembre come pure qualcuno prevedeva. Ci sarà ad horas ma la decisione della Suprema Corte potrebbe slittare a domani se non a giovedì. L'avvocato Coppi ha detto ai giornalisti di puntare all'annullamento radicale della condanna ma la Procura generale della Cassazione, in base alla requisitoria di Antonio Mura, fa pensare ad una soluzione diversa e cioè alla conferma della condanna dell'ex-premier. Nella vicenda Mediaset, ha detto infatti il Pg, "sono presenti tutti gli elementi costitutivi della fattispecie di reato di frode fiscale ascritta agli imputati". E per quanto riguarda la posizione di Silvio Berlusconi, Mura ha sottolineato che l'ex premier "è stato l'ideatore del meccanismo di frode fiscale" al centro del processo sulla compravendita di diritti tv Mediaset, dato e accertato il suo "controllo perdurante sull'azienda". Sempre per il Pg poi "dall'osservazione delle modalità di svolgimento di questo processo le regole di legge sono state rispettate e non c'è contrasto con i principi del giusto processo". E quanto al clima che circonda questo processo, il Pg ha detto di capire le aspettative, le passioni e le emozioni "esterne", "ma aspettative e passioni devono rimanere confinate fuori dallo spazio dell'Aula giudiziaria".

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