Monti ci pensa e poi ci ripensa, ma il partito non c'e' piu'

. Politica

Il partito di Monti, Scelta civica, organizzato in tutta fretta per le elezioni, di fatto non e' mai esistito, se non a livello elettorale. Zavorrato all'origine da Fini e Casini, con il primo inghiottito negli abissi del silenzio dopo il flop alle urne, ed il secondo azzoppatto, con un Udc, ridotto ad una pattuglia di rappresentanza, il centro montiano non e' riuscito a decollare schiacciato da Pd e Pdl. E tutte le volte che il prifessore cerca di fare qualcosa che assomigli ad un rilancio o ad un'azione politica, viene clamorosamente bocciato dai suoi. Cosi' ieri dopo una lunga e snervante riunione nella quale aveva deciso di togliere al cattolico, Andrea Olivero il mandato di cooordinatore del partito e si era visto respingere la sua richiesta, ha rotto gli induugi e si e' dimesso. Monti ha chiaramente avvertito che una parte del partito, quella cattolica, gli ha voltato le spalle. Ma poi e' stato pregato, quasi supplicato da Alberto Bombassei, e ci ha ripensato, niente dimissioni. Ma gli attacchi feroci da parte dell'area cattolica lo hanno profondamente "disgustato e amareggiato". Per ora e' stato fermato all'ultimo, ma l'addio e' solo una questione di tempo. E senza Monti, con quel nome Scelta civica, che non e' entrato nel cuore degli elettori, con la grande maggioranza che non sa nemmeno cosa sia, sara' duro per il partito raccogliere voti, oltre la ristretta cercia famigliare.

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