L'altola' di Napolitano e Letta, i ministri Pdl non andranno in piazza

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Domani pomeriggio alla manifestazione di sostegno a Berlusconi (in arrivo 100 pullman, secondo alcuni 500) in via Plebiscito, non ci saranno i ministri del Pdl, che pure in un primo momento avevano annunciato la loro presenza. Motivo: l'altola' di Napolitano e Letta: se ci saranno i ministri le dimissioni di Letta sarebbero immediate. E Napolitano, in costante contatto telefonico con il premier, e' d'accordo. La misura e' colma,non va superata. E' stato il presidente del Consiglio "non sto al mio posto ad ogni costo", ad avvertire di tenere "fuori il Quirinale" e di smetterla di tirarlo in ballo "in modo improprio e ricattatorio". Ma di piu', Letta intende "ascoltare con attenzione i contenuti e i toni della manifestazione di domani", pronto a trarne le conseguenze. Insomma il messaggio e' chiaro, se volete la crisi a tutti i costi, crisi sara'. Ma il fatto della non presenza dei ministri del Pdl al raduno di domani e' il primo segnale distensivo dallo scoppio dell'incendio con la condanna a Berlusconi. Intanto i "responsabili", quelli che dicono di anteporre a tutto l'interesse del paese, si fanno sentire a partire dal presidente di Confindustria Squinzi fino a Luca Cordero di Montezemolo. "Se il governo cadra' a causa di Berlusconi - ha affermato Montezemolo - la sua carriera politica si chiudera' nel peggiore dei modi". Ma "Berlusconi puo' uscire bene da questa vicenda se sapra' mantenere i nervi saldi, continuando a sostenere Letta lealmente, come ha fatto fin'ora con persino maggiore convinzione del Pd, e lavorare alla rifondazione di un'area liberale e moderna di centrodestra, di cui l'Italia ha grande bisogno". E Berlusconi potrebbe alla fine anche ascoltare le parole di Montezemolo, che come molti dei suoi a partire da Gianni Letta e Fedele Confalonieri, lo consigliano nello stesso modo, anche per il bene delle sue aziende. Se cade il governo, e' il loro ragionamento, fanno un altro governo con all'ordine del giorno solo due punti, conflitto d'interessi e legge elettorale. Tra l'altro con il suo allontanamento forzoso dalla politica si sgonfia anche lo stesso, prima tanto temuto, conflitto d'interessi. Che non potra' certo essere retroattivo... Ma Berlusconi deve ascoltare anche discorsi ben diversi, come quello della Santanche': "Ma non lo capisci che cosi' ti fottono un'altra volta? Prima ti dicono di stare calmo e sostenere il governo per tenere buoni i giudici, e invece la sentenza era gia' scritta. Ora ti dicono di dimetterti, di non fare casino, senno' perdi Mediaset. Se li ascolti finira' che tu stai ai domiciliari e ti massacreranno Mediaset". A chi dara' ascolto il Cavaliere ferito?

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