Epifani chiude al "salvacondotto", "Niente sconti a Berlusconi, la legalita' viene prima del governo"

. Politica

Epifani batte un colpo e si fa sentire nella piu' infuocata vicenda politica degli ultimi anni, in modo chiaro, senza possibilita' di diverse interpretazione. Chiude ad un possibile "salvacondotto" parlamentare per Berlusconi, che dovrebbe passare attraverso un accordo politico, come l'amnistia o l'indulto (anche se in entrambi i casi per come sono ora questi istituti non sevirebbero a Berlusconi) o piu' semplicemete ad un'intesa sull'incandidabilita' del Cavaliere, che da questa sera sara' all'esame della Giunta per le elezioni del Senato. Cosi' dopo la quasi chiusura di Napolitano, nostante la smentita al Corriere che la aveva ipotizzata, a soluzioni a lui riferibili come la grazia o l'applicazione del "lodo Sallusti", cioe' la commutazione della pena in una ammenda pecuniaria, alla quale si sarebbe dovuta aggiungere una commutazione specifica anche per l'interdizione dai pubblici uffici, e le parole di Epifani, le possibilita' di Berlusconi di cavarsela, almeno al momento, sono pari a zero. Epifani ovviamente si e' voluto anche rivolgere al suo partito che e' in subbuglio, per il dovere proseguire nelle larghe intese con un alleato, questa volta condannato in modo definitivo, per frode fiscale. "Niente sconti a Berlusconi", ha spiegato in un'intervista al Corriere. E poi: "Governo a rischio? La legalita' viene prima". Cosi' spiega: "Berlusconbi deve fare un passo indietro. Si prenda atto della sentenza e dei suoi effeti. Per Berlusconi non c'e' via d'uscita". Epifani insiste: "E' un fatto enorme che avra' conseguenze ma la legittimita' e' un caposaldo". Epifani parla anche del governo: "Risente della zavorra dell'imposizione di temi di parte, un rischio che il paese non si puo' permettere. Il governo comunque ha fatto cose buone. Piccole cose, perche' ha le mani legate dal debito e dalla Ue". Ancora: "La stragrande maggioranza degli elettori del Pd vuole che Letta vada avanti". Insomma il classico colpo al cerchio ed alla botte. Accontentato cosi' il fronte anti-governo, lancia segnali anche per la corsa alla segreteria non derogando dalle sue tesi, che nei fatti sono anti-Renzi. "Il segretario - afferma Epifani - lo decidono gli iscritti e i nostri elettori, che si registreranno nell'albo delle primarie. Le regole saranno rispettate da tutti. Le primarie saranno aperte, anche se ovviamente quelle per il premier lo sono di piu', perche' e' un altro campo di gioco". Il segretario del Pd continua il suo ragionamento: "In ogni caso il Pd ha bisogno di un segretario di alto profilo che innazitutto si occupi del partito, l'unica forza politica non personale e quindi che va preservata e riformata. Poi e' evidente che ognuno e' libero di decidere dove candidarsi". Insomma un invito esplicito a Renzi (che vorrebbe esaltare il ruolo personale del leader e che ha altri impegni per il presente e per il futuro) a farsi da parte ed a pensare quando sara', se lo vorra', a correre per le primarie per palazzo Chigi. Sapendo gia', quale sara' in ogni caso, il suo competitor, Enrico Letta. Epifani individua pure i due punti che questo od un altro governo dovra' fare prima di eventuali elezioni: riforma della legge elettorale e conflitto di interessi, "da settembre avanti tutta". Anche un'apertura ai grillini a partire dalla riforma elettorale: "Noi partiamo dal nostro testo e su quello tiriamo diritti. E poi valutiamo chi effettivamente vuole la riforma elettorale...".

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