Napolitano: Berlusconi accetti sentenza, poi si vedra'

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Sono arrivate le parole tanto attese di Napolitano sulla sentenza di condanna di Berlusconi. Il rispetto della legge e delle sentenze innanzitutto, poi escluso il carcere, tocchera' a Berlusconi e al Pdl decidere sulla guida del suo partito, tenendo sempre presente l'interesse del paese. Su tutto per Napolitano rimane il governo, che deve proseguire, perché "una crisi sarebbe fatale, riporterebbe il paese nell'instabilita'". Il capo dello Stato manda un messaggio chiaro a tutti, contestando "la tendenza ad agitare, in contrapposizione a questa sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere". Napolitano parte da una considerazione dalla quale discende tutto, fissando i paletti: "Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla non puo' che prendersi atto. Cio' vale dunque nel caso oggi al centro dell'attenzione pubblica come ogni altro". E comunque afferma di non avere ricevuto alcuna domanda di grazia. "In quanto alle attese nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi e' stata indirizzata cui dovessi dare risposta. Negli ultimi anni per la grazia si e' sempre ritenuta indispensabile una domanda".  Tradotto vuole dire che Napolitano ritiene indispensabile il rispetto delle sentenze e della magistratura, ma non chiude la porta in faccia a Berlusconi, anzi gli riconosce il ruolo politico finora svolto, con tanto di partecipazione al governo. Naturalmente, secondo il presidente della Repubblica, Berlusconi dovra' accettare la sentenza e questo non lo dice, ma sarebbe anche meglio che si dimettesse da senatore, senza arrivare ad un voto del Senato. Poi potra' esaminare eventuali domande di clemenza di vario tipo che gli dovessero essere sottoposte. Lo via di Berlusconi per un'agibilità' politica si restringe ad un viottolo di complicata praticabilità', anche se Napolitano ribadisce che dovra' essere lui in ultima analisi a dovere decidere il suo destino di leader e quello del suo partito. Anche il no ribadito dalla figlia di Berlusconi, Marina, alla sua scesa in campo puo' essere letto come un segno di distensione. Quella di Napolitano e' comunque una prima valutazione che lascia appese molte possibilità pur definendo chiaramente i paletti entro cui tutti dovranno muoversi.

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