L'Egitto in piena guerra civile, i pro-Morsi "L'esercito ha ucciso 2000 persone"

. Politica

L'Egitto è precipitato in piena guerra civile. I morti al Cairo si contano a centinaia, anche se ancora non è possibile un bilancio preciso degli scontri tra polizia ed esercito da una parte e sostenitori del deposto presidente Morsi dall'altra. I militari hanno avuto ed eseguito l'ordine di sgomberare le piazze occupate dalla protesta della Fratellanza Musulmana ed hanno anche aperto il fuoco. I manifestanti pro-Morsi hanno denunciato che l'esercito ha sparato sulla folla radunatasi nelle piazze della capitale uccidendo 2000 persone e facendo migliaia di feriti. Da parte sua l'esercito e le forze di sicurezza hanno riferiro di assalti a commissariati e caserme con decine di morti tra poliziotti e militari. La presidenza egiziana ha ordinato lo stato di emergenza che durerà almeno un mese. Intanto è entrato in vigore in tutto il paese il coprifuoco da stasera a domattina alle 6. In questo bagno di sangue si registrano le prime reazioni internazionali alla decisione dell'attuale presidenza e dei comandi militari sullo stato di emergenza: gli Stati Uniti l'hanno deplorata.

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