Rodota': "Berlusconi ingraziabile", Nitto Palma: "Comunque leader"

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Continua la guerra, con tanto di crisi política aperta, anche se non di governo, tra il fronte anti-Cavaliere e quello dei suoi sostenitori, falchi o colombe che siano. La sinistra ha ritrovato una sua unita', in tutte le sue anime, a partire da quella movimentista, contro il "nemico" Berlusconi. Finalmente dopo vent'anni vedono vicino l'obiettivo, tanto sospirato, di toglierselo di mezzo. E' sceso in campo il candidato grillino al Quirinale, Stefano Rodota', che con Napolitano proprio non si ama, e non da ieri. "Spiragli per la grazia nella nota di Napolitano? Non ne vedo - ha spiegato a Radio Capital - non ci sono le condizioni. il capo dello Stato ha escluso che la grazia arrivi motu proprio e poi per la grazia sono fissate condizioni precise che fanno perno sul carattere umanitario della decisione e queste condizioni non ci sono, partita chiusa". Per Rodota' altre vie di clemenza "non ci sono". Quella dell'agibilità' politica e' "un'invenzione, che non ha nulla a che vedere con la grazia e che cerca di forzare le istituzioni, anzi cerca di forzare la mano al Presidente per risolvere un problema politico, nato da una legittima decisione della magistratura". Sempre a Radio Capital parla, l'ex ministro della Giustizia ed oggi presidente della commissione Giustizia del Senato, Nitto Palma. "Non credo - afferma - che l'essere o meno in Parlamento possa impedire a Berlusconi di esercitare la sua leadership. Una leadership riconosciuta in maniera compatta, da tutto il partito". Ed ancora: "Chi pensa che l'impegno di Berlusconi possa ridursi ad una sorta di guida spirituale del centrodestra, si sbaglia di grosso". Poi: "La sua rimarrebbe sicuramente una guida politica a pieno titolo. Basta pensare alle ultime elezioni, Berlusconi non si e' candidato a premier e ciò non ha minimamente inficiato la sua leadership. Grillo siede in Parlamento? e DìAlema? Non ci sono sentenze o altro che possano impedire a Berlusconi di essere la prestigiosa guida del centrodestra". L'ex ministro parla anche della possibile revisione del processo: "Se il ricorso in sede europea presso la Corte dei Diritti dell'Uomo, per aviazione del giusto processo, dovesse essere accolto, la Corte Costituzionale ha stabilito che l'accoglimento costituisce causa della revisione anche di sentenze passate in giudicato".

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