Gianni Letta, il grande tessitore: "Pitonesse e falchi, non matti ma criminali"

. Politica

E' in atto un vero e proprio scontro all'interno del Pdl, una guerra tra falchi e colombe, con tanto di ventilate scissioni, per dare eventualmente vita ad un nuovo governo un Letta-bis, anche se di intese un po' meno larghe, cioè senza Berlusconi ed i suoi fedelissimi. A Gianni Letta, che e' il gran tessitore dei rapporti con il governo, che e' presieduto dal figlio di suo fratello, Enrico, sarebbe scappata una battuta da falco, anche se nei confronti degli altri falchi: "Quelli che i giornali chiamano pitonesse e falchi non sono matti, ma criminali". Perché'? Assecondano, anzi spingono l'incerto Berlusconi verso il baratro della crisi di governo. Si sa in politica, come nella storia ci sono frequenti corsi e ricorsi. E se cosi già prima delle ultime elezioni si parlava di scissione nel Pdl, subito dopo e' toccato al Pd con le sue guerre interne anche per la segreteria ed ora, dopo la ritrovata unita' del Pd anti-Berlusconi, nuovamente al Pdl. Il problema che ad eventuali nuove elezioni l'unico dei governativi ad avere un po' di voti "di suo" e' il ciellino Lupi. Gli altri rischierebbero di rimanere a mare senza scaletta per risalire, com'e' toccato a Fini. Ma Gianni Letta, che vorrebbe essere il super partes del centrodestra ci prova comunque. Anche se si e' forse scordato che quello del super partes e' un ruolo coniato dalla sinistra, che giustamente rivendica solo a se' questa prerogativa. Ed infatti il ruolo a Letta non e' stato mai riconosciuto, anche in recenti occasioni. Ma di lui Berlusconi si fida, sa che e' uno dei pochi agganci che ha per parlare con "gli altri". E proprio da Letta, Gianni parte l'ultima proposta: "Dobbiamo cercare di ottenere tempo ed un esame serio dalla giunta per le Elezioni, e il ricorso alla Corte Costituzionale per verificare la costituzionalità della legge Severino. Se accetteranno, avremo 7-8 mesi di agibilità' politica, i lavori della giunta dovrebbero fermarsi. Dobbiamo provarci altrimenti e' giusto essere pronti alla rottura". E nel frattempo potrebbe intervenire - come sostenuto da Brunetta e da Quagiariello - una commutazione della pena da parte di Napolitano. Ma la strada indicata e sostenuta anche da Gianni Letta sembra essere sbarrata da un macigno, cioè la volontà dichiarata del Pd di votare subito per la decadenza di Berlusconi. E Letta, questa volta Enrico ha detto che si atterra' alle decisioni del Pd che sicuramente saranno quelle giuste.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi