Letta e Napolitano parlano della crisi, e' sfida Letta-Renzi

. Politica

Nelle ultime ore si stanno chiarendo diverse cose, ed in politica per non svolazzare troppo bisogna innanzitutto partire dai punti fermi. Berlusconi non molla e non mollerà, come ha chiarito Angelino Alfano allo stesso Letta, nello scontato faccia a faccia, "Il Pdl non chiede al Pd un gesto e un voto a favore di Berlusconi, ma chiede con altrettanta forza al Pd di non dare un voto 'contra personam', contro il loro avversario di sempre, contro il nemico storico". La posizione di Letta e' stata ribadita da Dario Franceschini, che sulle questioni politiche, si incarica di farne il portavoce: "Alle minacce e agli ultimatum basta rispondere con un principio molto semplice: non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata del governo". Queste le inconciliabili posizioni di Pd e Pdl, che preludono alla crisi di governo dopo quella politica, che si era già aperta il 1 agosto con la condanna di Berlusconi. Ed a questo punto si apre la battaglia politica, che vedrà in campo Letta e Renzi per l'incarico di nuovo premier. Letta parte avvantaggiato perché' con la sua presa di spoliazione su Berlusconi e' riuscito nell'improbo compito di ricompattare tutto il Pd, tanto da accumulare un vantaggio competitivo sullo scalpitante Renzi. Il punto cruciale sarà proprio cosa deciderà di fare l'accoppiata Napolitano-Letta, se come sembra sarà' crisi. E di questo i due hanno discusso oggi al Colle. Fare un nuovo governo per cambiare la legge elettorale, vista l'indisponibilita' di Grillo a modificare il Porcellum, appare rischioso, provare una nuova maggioranza cercando di dare vita ad un'armata Brancaleone con fuoriusciti pdellini e grillini potrebbe rappresentare il "suicidio politico di Letta", che e' poi la speranza di Renzi. Oppure Letta d'accordo con il capo dello Stato potrebbe essere lui a gestire nuove elezioni, se ci riuscisse alzando al 40% la soglia di voti per avere il premio di maggioranza. E potrebbe anche riproporre ma per il dopo elezioni, senza più Berlusconi, una rivisitazione delle larghe intese, sempre che qualcuno non vinca nettamente mettendo tutti a tacere per cinque anni. Naturalmente Renzi non starà a guardare, perché e' pronto a sfruttare il primo passo falso di Letta per inserirsi nella corsa per palazzo Chigi. Primarie permettendo. 

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