Wikileaks: Manning-shock: "Sono una donna". E chiede la grazia a Obama

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Colpo di scena nel caso Wikileaks: Bradley Manning, il soldato Usa condannato ieri a 35 anni di prigione da un tribunale militare per aver passato a Julian Assange di Wikileaks i files di ben 700.000 documenti segreti, ha dichiarato in un'intervista a Today Show della Nbc di essere una donna e di voler essere chiamato col nome di Chelsea. "Voglio essere sottoposto a una terapia di ormoni il prima possibile. Mi auguro che appoggerete la mia transizione. Chiedo che a partire da oggi - ha detto la 'talpa' di Julian Assange al Pentagono e al Dipartimento di Stato - mi chiamiate con il mio nome femminile, Chelsea". Gli osservatori non escludono che questa uscita di Manning possa essere una mossa di una strategia difensiva imperniata sul riconoscimewnto della seminfermità mentale. La risposta dell'esercito americano è stata immediata: "le forze armate americane non offrono terapie ormonali nè operazione per cambio di sesso in seguito a disturbi dell'identità di genere". Intanto i difensori di Manning hanno fatto sapere che una richiesta di grazia verrà presto inoltrata al presidente Obama. Nel corso del processo Manning non ha negato di aver 'passato' ad Assange centinaia di migliaia di files segreti ma ha anche detto di averlo fatto per amore del suo paese e senso del dovere verso gli altri. "Se lei respingerà la mia richiesta di grazia" scriverà Manning a Obama "sconterò la condanna sapendo che talvolta si deve pagare un prezzo alto per vivere in una società libera".

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