Berlusconi, cresce il fronte della "quasi impossibile" amnistia

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La vicenda della decadenza da senatore di Berlusconi, della quale, unica cosa certa, se ne occuperà la giunta delle Elezioni del Senato, a partire dal 9 settembre, resta il nodo per la sopravvivenza del governo delle larghe intese di Letta. E mentre il Pdl e lo stesso Berlusconi attendono segnali che pero' sanno che non arriveranno mai, dal Colle o dal Pd, la situazione scivola sempre di più' verso una crisi di governo che pare inevitabile. A meno che? A meno che, come spesso avviene in politica, non si trovi una via d'uscita all'ultimo minuto, almeno per rinviare di qualche mese il voto del Senato. Quella che sta montando sull'onda delle dichiarazioni di due autorevoli ministri come Mauro (già Pdl poi passato con Monti) e la Cancelleri, titolare della Giustizia, e' la possibilità' di una amnistia generale. Migliaia di detenuti che affollano le carceri, molti in attesa di giudizio, sperano in Berlusconi, che gli porti in regalo la libertà. Ma e' difficile, quasi impossibile, perché l'amnistia e' di competenza del Parlamento (non può' intervenire con un decreto il governo) ed occorrono i due terzi di deputati e senatori. Sel e grillini sono assolutamente contrari. Oddio quelli di Vendola vedrebbero bene un'amnistia per tutti, eccetto che per Berlusconi e per par condicio, di quelli come lui. Cioe' amnistia si' per rapine, furti e omicidi, no per altri reati come frode fiscale o corruzione. Ed anche il Pd sarebbe diviso su un eventuale amnistia, che tra l'altro occorrerebbe di tempi lunghi. Mentre ormai di tempo per evitare la crisi ne e' rimasto poco. 

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