Tutto il Pdl ad Arcore, ma Pd e Napolitano non cambiano idea

. Politica

Berlusconi ha riunito tutti i suoi, ci sono anche Gianni Letta, Confalonieri e tutti i ministri,  ad Arcore per decidere sulle sorti del governo. Con il pendolo del Cavaliere che continua ad oscillare tra la dichiarazione di guerra e la sollecitazione di un'ultima mediazione, che si sarebbe ormai ristretta al cosiddetto "lodo Quagiariello", cioè la richiesta di un ricorso alla Consulta per evitare la decadenza, prendendo 7-8 mesi di "respiro". Per' dovrebbe anche essere messa a  punto la strategia nel caso il Senato votasse per la decadenza. Qualche spiraglio c'e' infatti una parte del Pd adesso non esclude tempi più lunghi in giunta a palazzo Madama. Violante e Fioroni, lo hanno detto: "Il centrodestra vuole approfondire, possiamo dire di si'". Ma c'e' anche chi, grillini a parte, vorrebbe concludere la giornata del 9 settembre, quando verra' affrontata la decadenza, con una votazione lampo in giornata. Quelle che paiono ormai delineate e ferme sono le posizioni di Letta e Napolitano. Il primo e' riuscito nel non facile compito di ricompattare il suo Pd sul fronte anti Berlusconi, e non se la sente di rompere uno schieramento che gli potrebbe essere molto utile per cercare di battere la concorrenza dello scalpitante Renzi, in una nuova corsa per palazzo Chigi. Così' dice chiaramente: la legge va rispettata. Il Colle e' stato chiaro sin dall'inizio, a parte forzature interpretative, ed ha indicato quella strada preannunciata dal Corriere, poi smentito, ma che descriveva la realtà', emersa poi con l'ormai famosa nota ufficiale. Il Quirinale continua a monitorare con attenzione lo svolgersi della situazione ma non interverrà prima dell'inizio dell'espiazione della pena. Ogni eventuale atto di clemenza sarà valutato solo dopo l'applicazione e l'accettazione della sentenza della Cassazione. Quindi il pallino e' solo nelle mani del Pd, che al momento, non sembra intenzionato a concedere nessuno sconto. Spetta quindi al Cavaliere decidere cosa fare, magari accettando l'invito di Marco Pannella a fare il pienone elettorale da dietro le sbarre. L'importante per Pannella e' che Silvio si mobiliti per i referendum sulla giustizia, "diventerebbe il campione del cambiamento". E chissà cosa ne pensa Berlusconi del parallelo con Craxi di Pannella: "Io l'avevo detto a Bettino: se accetti la galera alle Europee non prendi il 12, ma il 25 per cento".

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