Letta 48 ore per accordo o pagherà lui il "conto" dell'Imu

. Politica

Mercoledì' 28 agosto, potrebbe essere la data fatale al governo delle larghe intese, guidato da Enrico Letta. Il Pdl avverte "va tolta, come da patti". Ma il Pd respinge quello che definisce un ricatto e tiene il punto sulle risorse disponibili e sulle reali possibilità di riforma. Il 1 agosto con la sentenza della Cassazione che ha condannato Berlusconi di e' aperta una crisi politica, che potrebbe essere superato solo da un accordo politico sull'agibilità politica del Cavaliere, altrimenti alla crisi politica seguirà inevitabilmente quella di governo. Che potrebbe avvenire già mercoledì sulla'Imu oppure il 9 settembre, quando si riunirà la giunta delle elezioni del Senato per discutere e votare la decadenza di Berlusconi da senatore. Al termine del vertice di Arcore, Alfano aveva ribadito che per la sopravvivenza dl governo e' necessario "il rispetto degli impegni", con tanto di abolizione totale dell'Imu sulla prima casa. Posizione rilanciata dal capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta: "Non pensi Saccomanni di arrivare al Cdm  con una proposta 'prendere o lasciare' sull'Imu.Dati i tempi non credo che sarebbe produttivo". Anche la colomba Cicchitto incalza: "Il governo deve abolire l'Imu, questa e' l'altra questione che riteniamo fondamentale per proseguire la strada del governo". Ma il Pd non ci sta e il viceministro dell'Economia Stefano Fassina spiega: "Le risorse per cancellare l'Imu sulla prima casa non sono sufficienti ad esentare anche le abitazioni di lusso, vorrei che il Pdl prestasse attenzione verso chi rischia di non vedere rifinanziata la Cassa integrazione in deroga". Saccomanni ha racimolato 3,4 miliardi, ma ne servono oltre 6 anche per Iva e Cig. Ora restano 48 ore di tempo a Letta ed Alfano per sciogliere il nodo. Ma a questo punto e' probabile che si trovi un accordo globale riguardante anche la decadenza di Berlusconi oppure che se la rottura dovesse apparire inevitabile, si arrivi subito alla crisi già sull'Imu (ognuno con le sue buone ragioni da fare valere nell'eventuale battaglia elettorale), senza aspettare il 9 settembre. Che a quel punto si trasformerebbe per il Pd nella semplice formalità di votare la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, nella speranza anche di potere fare nascere dal voto una nuova maggioranza.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi