Sfida Letta-Renzi, D'Alema tifa per il sindaco contro Bersani

. Politica

"Nessun endorsement. Ho solo detto che Renzi sarebbe il candidato verso cui andrebbe la maggioranza degli elettori. Ma sono mesi che lo dico, ah ah (risolino beffardo)". Massimo D'Alema non e' che ami "il Giamburrasca" del partito, quel giovanatto "loffio", a "corto di letture" e di scarse "esperienze internazionali", quel giovane scout "molto democristiano", che lo ha pure rottamato. Ma ama ancora di meno Bersani (che ha consentito di rottamarlo), che prima era un suo fedelissimo e dal quale si e' sentito tradito a partire dalla corsa al Colle, che appoggia Letta. E poi Renzi bisogna pur toglierselo di mezzo. Meglio a palazzo Chigi, con il suo Cuperlo al partito a garantire i postcomunisti. E poi Cuperlo e' della sua scuola politica "quella buona". Il leader maximo ritiene anche il governo delle larghe intese "un incidente della politica", e la prospettiva per il paese non e' certo il governissimo. Così' Letta non e' buono per "una seconda volta", il suo l'ho ha già fatto, anzi deve completarlo per non dare a Renzi il tempo di prepararsi per la segreteria. Intanto Letta e' furioso  sia con D'Alema sia con i bersaniani, che nella loro guerra a Renzi, rischiano di affondarlo. Letta vorrebbe andare avanti per aumentare le sue chance, portando a casa qualche buon risultato, ma e' comunque pronto a ricandidarsi, subito per un Letta bis, ma anche dopo le elezioni per un governo di legislatura. Per ora Letta e' riuscito nel non facile compito di ricompattare il Pd, d'accordo con la linea dura di Epifani: "Le sentenze si rispettano". Ma ormai la vera guerra e' tra i postcomunisti, tra dalemiani e bersaniani: i primi pensano che l'ex segretario sia la causa di tutti i mali del Pd, i secondi hanno come unico programma quello di impedire al sindaco  di fare qualsiasi cosa, anche aprire un bar. Ma Renzi passa, guarda e non si cura di loro. Dal 30 agosto dara' il via alla sua campagna per la segreteria con un intenso tour. Gia' perché' prima avrebbe voluto correre solo per la premiership, poi guarda un po' il caso, consigliato da Veltroni, ha capito che prima deve prendere in mano il partito per poi potere essere sicuro di correre per palazzo Chigi. Insomma non vuole accettare la riedizione dello schema Prodi. Con lui al governo e magari l'ex Ds Cuperlo a rappresentare la premiata ditta. Troppo rischioso. Così' alla fine probabilmente sarà che i due cavali di razza, Letta e Renzi, si ritroveranno, come sempre capita ai purosangue, nel gran premio finale, a contendersi la leadership per palazzo Chigi.

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