Napolitano più preoccupato di Letta, ma non scioglierà le Camere

. Politica

Giorgio Napolitano viene descritto come più preoccupato (e forse anche più pessimista) dello stesso Letta sulle sorti del governo. Letta ci prova a continuare e se riuscirà a superare lo scoglio dell'Imu, potrebbe scavallare la crisi, almeno per un po', cioè' fino a quel fatidico 9 settembre, quando si riunirà la giunta delle Elezioni del Senato per decidere sulla decadenza di Berlusconi. Una manciata di giorni a disposizione per cercare una quasi impossible  soluzione. Napolitano vigila dopo avere messo in chiaro il suo punto di vista e qualsiasi "ripensamento o negoziato politico - si fa notare in ambienti a lui vicini - appare impossibile". Il suo messaggio del 13 agosto rimane il punto di riferimento: con la descrizione dei rischi "fatali" per una crisi al buio del paese, pur riconoscendo il ruolo politico da "leader incontrastato"di Berlusconi. Ma Napolitano ha ripetuto che le sentenze vanno rispettate ed ha spiegato le regole, i limiti e le procedure per rendere possibile un atto di clemenza, tra quelli che ha la prerogativa di concedere. Da allora, le ipotesi di grazia e di commutazione della pena, appaiono essere state abbandonate dal Pdl e la battaglia si e' spostata sul problema della decadenza al Senato di Berlusconi. Un problema che investe una sfera politica da cui Napolitano si vuole mantenere rigorosamente estraneo, anche se segue con ansia tutto ciò che accade. Una considerazione di ambienti vicino al Colle e' , che se crisi sarà, sarà una crisi più che politica, istituzionale, di sistema. Ma il punto fermo indicato da Napolitano e' soprattutto un altro, cioe' che non intende sciogliere le Camere senza avere tentato di fare un nuovo governo al quale affidare al primo punto la riforma della legge elettorale. E questo intendimento lo ha fatto direttamente recapitare anche al Cavaliere. Posizione che da Berlusconi viene considerata come un nuovo "atto ostile", dopo le "promesse mai mantenute". Quindi la partita per la maggioranza di un eventuale governo si giocherebbe solo al Senato (Alla Camera infatti i numeri non danno problemi al Pd). Lo scouting che servirebbe a Letta e' di una ventina di senatori, che Paolo Naccarato, ex dc ed uomo di Cossiga, da' per fatto e pronto all'uso, con molti peones del Pdl delusi dai falchi, capeggiati dalla pitonessa. Per questo il Cavaliere sta cercando in tutti i modi di "blindare" i suoi al Senato, contattando personalmente uno per uno, per evitare che vada in porto quella che lui definisce "la campagna acquisti". E si chiede, chissà perché' se una cosa la faccio io e' "acquisto di voti"( magari con tanto di processo), mentre se la fa il centrosinistra e' scouting?

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