Armata Pd compatta contro Berlusconi, ma poi? Sara' guerra Renzi-Letta?

. Politica

L'armata del Pd ha ritrovato compattezza ed unita', dopo momenti vissuti con l'incubo della scissione, sul fronte anti-Cavaliere. Tutti lo vogliono vedere decaduto da senatore "nel rispetto della legge e delle sentenze". Solo su questo punto, peraltro cruciale, Epifani e' riuscito, seguito da Letta, nel non facile compito di serrare le fila. Ma dopo il 9 settembre che cosa accadrà? "L'amalgama mal riuscito", come lo definì D'Alema, voterà contro Berlusconi per ragioni opposte: il correntone di maggioranza (Epifani-Bersani più' gli ex dc vicini a Franco Marini) vuole abbattere definitivamente Berlusconi per vincere il Congresso, mentre Renzi spera di ottenere le elezioni anticipate, con tanto di investitura per la premiership. Così "l'armata invincibile" rischia di frantumarsi a mo' della "gioiosa macchina da guerra" di occhettiana memoria. Per ora ha potuto godersi tranquillamente lo spettacolo dei "nemici" del Pdl, lacerato dallo scontro tra falchi e colombe, con questi ultimi guardati come possibili "traditori", sotto la guida di un novello Badoglio. La prima grande spartizione e' tra renziani ed antirenziani, tra chi vuole le elezioni subito e chi invece un nuovo governo. Ed in questo caso di chi lo vuole fare con i "traditori" grillini e chi invece preferirebbe i "traditori di Berlusconi. Il tutto sempre con sullo sfondo in Congresso. I blocchi non sono pero' omogenei e non corrispondono alla schema classico: ex dc contro ex comunisti. Le varianti interne sono molto più complesse. Renzi vorrebbe come prima scelta andare alle elezioni subito, in subordine essere lui a guidare un governo con i transfughi grillini. Letta invece non demorde e vorrebbe magari fare un Letta bis, con quel che rimane del Pdl. Paradossalmente i più convinti sostenitori dell'alleanza con il Pdl sono coloro che più l'hanno combattuta, il blocco bersaniano, che vede nel proseguimento delle larghe intese la strada maestra per battere Renzi. Ma Letta non si tirerebbe certo indietro anche nel caso di elezioni anticipate. Senza primarie del centrosinistra, se non ci fosse il tempo, il premier e' convinto che toccherebbe a lui. E se primarie saranno, ci sarà lo stesso anche lui a correrle contro Renzi. E partirebbe con l'appoggio della maggioranza del partito. Ecco perché e' forte la battaglia sulle regole e sui tempi del Congresso, che inevitabilmente si intrecciano con le sorti del governo. 

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