Berlusconi deposita difesa e si appella ai diritti dell'uomo, Violante "Il Cav deve difendersi"

. Politica

Nel giorno in cui il governo dovrebbe superare lo scoglio dell'Imu, le diplomazie di Pd e Pdl continuano a lavorare per disinnescare l'altra mina sulla strada di Letta, quella della decadenza di Berlusconi, che verra'  affrontata il 9 settembre dalla giunta delle Elezioni del Senato. Così sono state depositati in Giunta la memoria difensiva del Cavaliere, con tanto del parere pro-veritate di sei autorevoli giuristi, accompagnata da una breve lettera dello stesso Berlusconi, nella quale annuncia il ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo. Seguito quindi il solco tracciato dalle colombe, con alla testa Quagliariello, in costante contatto con Franceschini che tesse i fili dall'altra parte, e del "consiglio di famiglia", capitanato dalla figlia Marina, contrario a scossoni che danneggerebbero anche le aziende. Violante intanto insiste sulla sua apertura, che e' piaciuta a Napolitano, e che potrebbe portare a non fare del 9 settembre "il giorno del giudizio". "Nessuna apertura al Cavaliere - spiega Violante - ma se ci sono i presupposti e' legittimo il ricorso alla Consulta. Epifani e' il segretario e lo rispetto, ma bisogna ascoltare anche le difese di Berlusconi". Ed ancora: "Naturalmente sarà la Giunta a decidere se ci sono i presupposti per il ricorso alla Consulta". Quindi comunque andrà quella dei senatori sarà una decisione politica e non di semplice ratifica, come del resto era già emerso dalla natura dell'ormai famosa legge Severino. Per Franco Coppi si tratta di "un parere ineccepibile". Ed ha aggiunto che se  sarà sollevata la questione di costituzionalità, la Corte potrebbe impiegare alcuni mesi ad emettere la sentenza. Nel frattempo verrebbe battuta la strada del Colle, non più per la grazia, che almeno per ora non verra' richiesta come ha specificato lo steso Coppi, ma per la commutazione della pena accessoria, cioè l'esclusione dalla vita politica. Il piano-salvezza sarebbe quello di guadagnare tempo in giunta, almeno fino agli inizi di ottobre quando la Corte d'Appello sarà  chiamata a decidere sul ricalcolo dell'interdizione dai pubblici uffici, deciso dalla Corte Costituzionale. "Se il Quirinale decidesse nel frattempo di concedere la commutazione della pena accessoria - si chiedono gli uomini di Berlusconi - come farebbe il Senato a esprimersi poi contro una scelta di Napolitano, anche se in riferimento ad un'altra legge?". Tradotto come potrebbero i senatori votare per la decadenza di Berlusconi se Napolitano intervenisse prima, concedendo l'agibilità politica? Il tutto ovviamente e' nelle mani più del Pd che di Napolitano. Prima dovrebbe essere il Pd a concedere un po' di tempo e poi sarebbe possibile l'intervento del Colle. Una manciata di giorni per decidere. Ma dal Pd, anche se continua a fare la voce grossa, qualche spiraglio trapela, anche per dare fiato a Quagliariello and company.

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Commenti

0 # vincenzo 2013-08-28 17:10
....Quindi , i diritti di quest'uomo , sarebbero quelli di poter stare al di sopra di qualsiasi legge e di giudizio. Non solo.....Ques'u omo ha diritto di tenere sotto scacco e minaccia di far cadere un governo già zoppicante , tenendo in ostaggio i cittadini di questo Paese solo perchè , non accetta la sentenza di condanna per reati che con la politica non c'entrano nulla. Questo è semplicemente offensivo per tutti i cittadini che quotidianamente debbono vivere nelle regole e nella legge.

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