La Cassazione, "Berlusconi ideò la frode"

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Berlusconi ideò la frode fiscale sui diritti Mediaset: così la Cassazione ha spiegato la conferma della condanna in appello del Cavaliere (4 anni e interdizione dai pubblici uffici) nelle motivazioni depositate stamane della sentenza emessa un mese fa, confermando quindi le impostazioni dei giudici di merito. Tutti e cinque i giudici della sezione feriale della Suprema Corte presieduta dal giudice Esposito (quello dell'intervista al Mattino) - non solo il relatore come avviene per prassi - hanno firmato le 200 pagine di motivazioni. "Silvio Berlusconi fu ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo'' scrivono i giudici della Cassazione spiegando che l'ex-premier "conoscendo perfettamente il meccanismo, ha lasciato che tutto proseguisse inalterato mantenendo nelle posizioni strategiche i soggetti dal lui scelti e che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale". Sempre per la Cassazione non regge assolutamente l'ipotesi avanzata dalla difesa che vorrebbe tratteggiare "una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi" da parte dei personaggi da lui scelti e mantenuti nel corso degli anni in posizioni strategiche'. "I personaggi chiave della vicenda Mediaset - si legge  nelle motivazioni della sentenza - sono stati mantenuti sostanzialmente nelle posizioni cruciali anche dopo la dismissione delle cariche sociali da parte di Berlusconi e in continuativo contatto diretto con lui". Per cui "la mancanza in capo a Berlusconi di poteri gestori e di posizione di garanzia nella società non è dato ostativo al riconoscimento della sua responsabilità".

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