Renzi mette K.O. Bersani, nessun vero avversario per il titolo, e gli ex Pci?

. Politica

Matteo Renzi fagocita il Pd, manda Knock-out il suo più' fiero avversario, Pierluigi Bersani (in un fuori onda malandrino il sindaco di Firenze è stato colto mentre diceva: "Bersani durante le primarie è stato perfetto, mi ha fatto un c... così, è stato bravissimo, è andato bene, non ha sbagliato una mossa. Poi negli ultimi mesi... o era spompo, che ci sta anche..."). E si avvia alla conquista del titolo di leader del Pd, contro qualche avversario di comodo. Insomma il tanto atteso Congresso sembra già essere finito prima ancora di cominciare. Dario Franceschini ha cambiato cavallo, e non e' la prima volta (Inizio' con Marini, poi passo' in rapida successione a D'Alema, Veltroni, Bersani per finire con Enrico Letta), e si e' schierato con Renzi. E si dice che porti con se' lo stesso Letta. Chi meglio di Franceschini poteva dare il via ad un'operazione di riavvicinamento con il sindaco? Franceschini rappresenta l'ala governativa del Pd, quella più vicina a Letta, ma le sue mosse non sono direttamente ascrivibili a lui, il che toglie il premier dall'imbarazzo di mettere bocca nelle cose di partito. Così ormai i renziani vedono vicino anche l'approdo alla causa di Renzi da parte dei lettiani (ovviamente solo per la corsa alla segreteria) ed anche di Fioroni, fino a poco tempo fa acerrimo nemico del rottamatore, che sembra intenzionato a salire sul carro fiorentino. L'ironia corre sul web: "Dario, facce Tarzan", mentre si respira un'aria mesta tra i post comunisti, che pensavano di mangiarsi in un boccone quei giovani democristiani accolti a braccia aperte ed ora si ritrovano a dovere dividersi su quale di loro tifare. Bersani da leader del Pd, possibile premier, possibile king maker del presidente della Repubblica, si vede ora all'angolo, isolato, con i suoi che via via si sfilano in quel giochino iniziato dalla sua pupilla e portavoce, la bella Alessandro Moretti, che stando al gossip, gli ha pure preferito il conduttore Massimo Giletti. E lui Pier Luigi "Culatello", amante della malvasia e del gutturnio piacentino, se ne sta a rimuginare su quello che poteva essere e non e' stato. Le sue disgrazie sono cominciate quando ha litigato e di brutto con Massimo D'Alema, che di voti nel partito non ne porta tanti, ma che e' pur sempre un nome, se non il nome rimasto agli orfani di Botteghe Oscure. Ormai quel che rimane per gli ex Ds, che tra l'altro se uniti potrebbero dettare la danza,, e' recuperare quantomeno l'orgoglio, raccogliendosi in una minoranza magari guidata da Cuperlo sotto la "supervisione" dello stesso D'Alema. E l'ex premier, che non e' in rapporti malvagi con il sindaco, potrà così' meglio mantenere i necessari contatti. Nel tutto i renziani sono contenti si' ma hanno anche il timore di rimanere condizionati ed avvertono: "Nessuno pensi ad una maggioranza interna finta o a giochini interni". Come se non conoscesse i suoi polli... Per il Congresso che sembra essersi aperto e chiuso nella domenica della festa di Genova, la partita rimane aperta per la futura premiership, cioè per chi dovra' guidare il governo al prossimo giro. E la lotta, almeno al momento, rimane a due, tra Renzi e Letta. E gli ex comunisti? Si rassegneranno ad applaudire e sostenere, i loro amici ex dc, relegati all'angolo? Non erano certo queste le premesse dell'ambizioso Pd, maggioritario, voluto da Veltroni.

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