Berlusconi pensa sempre di più al beau geste, ma senza "mollare"

. Politica

Figli, tutti, Marina in testa, colombe di vario genere, provenienti da allevamenti diversi, aziende in sofferenza appena si addensano nubi di crisi, premono per la resa, cioè per percorrere la strada della clemenza. Accettare la sentenza, superare l'esame della giunta delle Elezioni del Senato sulla sua decadenza da senatore, senza mandare all'aria le larghe intese, e attendere di un gesto do clemenza da parte del Quirinale, magari sulla base di una richiesta firmata dagli stessi figli. Questo e' quanto che si aspettano da Berlusconi. E lui pensa, rimugina, ogni tanto sente con piacere anche i falchi che gli propongono soluzioni più congeniali alla sua indole di combattente. Ma poi pensa anche al paese, o così dice , a quello che porrebbe succedere con una crisi di governo e con un nuovo governo raffazzonato e a lui ostile, ed allora scende a più miti consigli. Con Berlusconi non si può mai sapere, anche perché molte volte non lo sa neppure lui cosa farà ed in più occasioni si e' già affidato a quell'istinto che lo ha sempre guidato da quando era un imprenditore di successo. Pero' a meno di colpi di scena Berlusconi starebbe pensando di dare retta un po' agli uni e un po' agli altri. Cioe' di tirare la corda il più' possibile in giunta e di compiere il beau geste delle dimissioni solo poco prima del voto contro di lui. Non fare la crisi di governo, aspettare un aiutino del Colle per evitare anche i domiciliari, ma continuare a fare politica e a guidare la sua Forza Italia 2.O. A partire dai referendum sulla giustizia che ovviamente vorrebbe trasformare in un referendum su Berlusconi. Più' al centro della vita politica di così?  

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