Berlusconi minaccia l'ultima raffica ma in pochi gli credono

. Politica

Silvio Berlusconi minaccia l'ultima raffica staccando la spina al governo delle larghe intese. "Allora Angelino torna a Roma e avverti che se il Pd non mi da' risposte, voi ministri vi dovete dimettere. Se non succede nulla di nuovo, per me il governo deve cadere prima che si voti in giunta". Messaggio chiaro, che Alfano non ha potuto fare altro che raccogliere per poi girarlo a chi di dovere. In realtà il ministro dell'Interno preferirebbe dedicarsi solo al suo impegno di governo, che e' già di suo molto gravoso. Invece gli tocca fare, lui colomba, il piccione viaggiatore per conto di un Berlusconi, che e' già un'anatra zoppa e che parla con i suoi interlocutori, Quirinale compreso, solo attraverso le rispettive diplomazie. Così Alfano, anche per tenere buoni i falchi, Verdini in testa, che insieme a lui ha partecipato all'ultimo vertice nella ridotta di Arcore, con il grande capo, ha lanciato l'estremo messaggio: "Il Pd dica una parola chiara sulla retroattività della legge Severino". In verità' Berlusconi le risposte le ha avute e sempre nella stessa direzione, il Pd non appare intenzionato a fare sconti di nessun genere sul terreno di quella che chiama legalità ed il capo dello Stato, quando dice una cosa e' quella. E l'ha detta dopo avere ben ponderato, lo scorso 13 agosto. La clemenza e' una cosa, l'agibilità politica un'altra. E la prima esclude la seconda. E soprattutto non esiste nell'ordinamento italiano alcun tipo di viatico che possa consentire a Napolitano di intervenire sulla pena accessoria e quindi sulla decadenza. Preoccupazione per le sorti dell'azienda, ansia per la sua sorte personale, voglia di non mollare, istinto di combattere: il pendolo di Berlusconi continua ad ondeggiare, ma il Cavaliere e' ben consapevole di essere ormai a corto di munizioni. L'ultima raffica, non gli lascerebbe in canna nemmeno una cartuccia. E si sa come vengono trattati i grandi capi, a partire dagli amici, quando la sorte volge al peggio. Quindi e' probabile che anche le ultime accelerazioni per la crisi facciano parte di una complessa partita a scacchi, tesa in primo luogo a prendere tempo ed a sperare in un ravvedimento del Pd nei confronti del lodo Violante, non uno qualunque, che gli darebbe una bella boccata di ossigeno. Anche i suoi, falchi e colombe, sono convinti che alla fine Berlusconi accetterà quella decadenza, che appare segnata, senza fare cadere il governo, per aprire le porte ad un altro governo, sicuramente meno amico, e comunque non soggetto alla sua agenda. Meglio continuare da anatra zoppa, magari cavalcando il referendum sulla giustizia, e sperare in un gesto di clemenza per non finire in carcere o ai domiciliari. Anche Letta, sia Gianni che Enrico, la pensano così'.

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