Incognita della giunta per Berlusconi, certezza dell'interdizione a breve dalla Corte d'Appello

. Politica

Continua il muro contro muro tra Pd e Pdl in vista della riunione della giunta delle Elezioni del Senato, con tanto di lodi proposti, appelli, contro appelli, minacce, oscillanti venti di crisi, pendolo continuo del protagonista, Silvio Berlusconi. Indeciso se dichiarare guerra rompendo le larghe intese oppure fare il beau geste per dimostrare attaccamento all'interesse degli italiani. Il Pd non ha cambiato mai linea, si e' ritrovato per la prima volta compatto sul si' alla decadenza di Berlusconi da senatore, con qualche autorevole voce come quella di Violante, che invita tutti pero' a rispettare i diritti alla difesa. E con il Pdl spaccato tra colombe e falchi che sommergono il loro leader di consigli interessati, con tutti o quasi che non vedono l'ora di aprire una nuova pagina per il centrodestra. Lui il "duce" asserragliato nel suo bunker di Arcore sta vivendo il suo 8 settembre, e quando vede Alfano non può fare a meno di pensare a Badoglio. Berlusconi pensa anche alla sua Salo' di Arcore per combattere ancora con la nuova Forza Italia 2.O le prossime battaglie a partire dal referendum sulla giustizia. Ma rimane indeciso sull'ultima mossa, su quell'ultima raffica da potere ancora sparare. Il suo destino, almeno politico, e' segnato:non sarà più' senatore e quasi certamente non si potrà' più  ricandidare ed entrare in Parlamento. La sua battaglia la potrà condurre solo da fuori. E' questione di giorni, neppure di mesi. Perché si discute tanto sulla giunta e sul possibile lodo, con nome a piacere, per rinviare la decisione in attesa delle decisioni di Strasburgo o della Consulta ( a parte che questi possibili rinvii andrebbero richiesti da un giudice e non dalla giunta), senza tenere nel giusto conto la velocità assicurata nelle sentenze per Berlusconi. La Corte d'Appello di Milano ha già cominciato il conteggio degli anni di interdizione dai pubblici uffici, che saranno tre, e tra non molto, sicuramente prima di eventuali nuove elezioni, renderà nota la sua decisione.  Perché allora accapigliarsi in giunta su un cosa che verra tra pochi giorni decisa in modo definitivo dai giudici, con Berlusconi fuori dal Parlamento? Un vero mistero.

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