'Constitution Days': sul tetto di Montecitorio sventola lo striscione dei grillini

. Politica

Sventola da stasera sul tetto di Montecitorio lo striscione del Movimento 5 Stelle "in difesa della Costituzione". Dodici deputati del movimento di Beppe Grillo hanno 'occupato' il tetto della Camera dei Deputati per protestare contro il ddl Costituzionale sulle riforme all'esame dell'aula. Con un gesto clamoroso hanno esposto un enorme striscione con la scritta "La Costituzione è di tutti" dando così il via ai "Constitution days" indetti da Grillo, da oggi, in tutte le piazze d'Italia in difesa dell'art. 138 della Carta. I parlamentari Cinque stelle sono saliti sul tetto da un accesso interno di Palazzo Montecitorio portando con se' dei trolley per poter rimanere sul tetto a oltranza. Il gruppo M5S è formato da Castelli, Sibilia, Di Battista, Villarosa, Di Stefano, Nesci, Battelli, Gallinella, Spadoni, Artini, D'Ambrosio. Immediata la protesta della presidente della Camera Laura Boldrini che ha definito "grave " il gesto dei dodici grillini. "Spero che non si faccia male nessuno e che dopo questa rimostranza vogliano anche smettere" ha aggiunto ricordando che il regolamento da' tante possibilità per fare un'opposizone costruttiva e che quindi non c'era bisogno di gesti così eclatanti. La Boldrini ha anche convocato un ufficio di presidenza per decidere se aprire un'istruttoria per un'eventuale sospensione di quanti hanno partecipato alla dimostrazione. Grillo, sul suo blog. ha approvato e incoraggiato l'iniziativa dello striscione. "Il M5S non è contrario a ogni riforma costituzionale. Noi pensiamo che la Costituzione - ha scritto il leader M5S - si debba cambiare per dare più potere ai citadini, con l'introduzione del referendum propositivo senza quorum e dell'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare. Sogniamo un Paese in cui il popolo comandi e il governo obbedisca. Le riforme costituzionali che vogliono fare i partiti vanno esattamente nel senso opposto: togliere ulteriori poteri a un Parlaento già esautorato e conferirli nelle mani di pochi. Il tutto derogando all'art.138 della Cosituzione stessa, l'articolo che detta le regole per la modifica della carta costituzionale. In sostanza - conclude - un Parlamento di nominati, pieno zeppo di piduisti, in tempo di crisi e sotto ricatto di Berlusconi vuole modificare la Costituzione senza nemmeno rispettare le regole".

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