Berlusconi angosciato per assicurazioni che Napolitano non può dargli

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Silvio Berlusconi sta vivendo ore di angoscia e di indecisione in vista della riunione della giunta delle elezioni del Senato che lunedi dovrà esaminare la sua decadenza da senatore. Berlusconi sa che potrebbe presto rimanere senza scudo giudiziario, alla merce' del primo pm d'assalto, ma anche senza voce politica ma sa anche che se farà cadere il governo sarà lo stesso ed anche di più nel mirino delle varie procure con seri rischi per le sue aziende e soprattutto verra' additato come il leader che ha anteposto i suoi interessi personali a quelli dell'Italia. Il Cavaliere poi subisce il pressing di tutta la famiglia, capitanata dalla battagliera figlia Marina, dei suoi fedelissimi Gianni Letta e Confalonieri e di tutti i suoi legali che lo spingono verso una richiesta di grazia, magari firmata congiuntamente dai figli. Lui oscilla come un pendolo tra falchi e colombe, compreso qualche tordo, avendo pero' già dentro di se' la risposta fin dall'inizio. Tirerà si' la corda fino all'ultimo ma anche lui sa che quel che vorrebbe, Napolitano non glielo può garantire , esulerebbe dal suo ruolo. La soluzione che forse gradirebbe di piu e' quella della resa totale con l'onore delle armi per il suo ventennio ma con uno scudo giudiziario per il presente e per il futuro. In sintesi "io abbondino la politica, ma ottengo un colpo di spugna per tutti i processi anche quelli in corso". Ma Napolitano come fa? Impossibile. Ed allora il Cavaliere pensa ad un gesto di clemenza, ma in questo caso vorrebbe che si estendesse anche alle pene accessorie, così da non perderebbe la possibilità di ricandidarsi. Ma anche questo Napolitano non può garantirglielo ed allora non rimane che una strada, il beau geste delle dimissioni prima di un voto della giunta, che salvi il governo. E poi aspettare quelle decisioni di Napolitano, che a quel punto arriveranno ma solo sulla pena principale, cioè Berlusconi rimarrà per sempre fuori dal Parlamento. E solo in quella condizione spetterà  a lui decidere se non mollare e puntare tutto sul referendum sulla giustizia dell'amico Pannella. Berlusconi ha capito benissimo che quella sentenza del 1 agosto della Cassazione con una condanna definitiva per frode fiscale segnava per lui la fine dell'avventura, ma ha continuato e continuerà a lottare anche se da anatra zoppa. E le parole affidate ad Alfano (ed a questo punto e' sicuro l'assenso del Cavaliere nel vuoto di smentite ed anche delle repliche dei falchi): "La fiducia di Napolitano e' ben riposta", sono una risposta chiara anche se indiretta: "Io faro' il mio, poi spero che tu farai il tuo", fiducia o non fiducia non ho altra scelta.

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