D'Alema fa il "contro" per tenere alta la bandiera, pensando al Colle

. Politica

A molti piace ad altri meno, ma non c'e' dubbio che Massimo D'Alema, ex leader dei Ds ed ex premier, sia uno dei pochi cavalli di razza rimasto in politica. E se i giovani purosangue dovranno dimostrare il loro valore su difficili capi di gara, lui le sue indubbie doti le ha già ampiamente dimostrate sia a livello nazionale che internazionale. Forse non e' ancora uno statista, perché' gli manca un passaggio ma in un futuro non troppo lontano chissà. Per ora si limita ad essere l'unica voce veramente autorevole a schierarsi "contro" Renzi, ma contro il Renzi futuro premier, che anzi appoggerebbe, ma contro il sindaco-segretario. (Non ha idea di che cosa significhi fare il leader del Pd, se pensa di rimanere anche sindaco). Poi prevede che i due giovanotti democristiani finiranno con l'allearsi per il Congresso (Anche Letta si schiererà con Renzi, non può' permettersi di perdere), anche se poi si faranno una guerra al coltello per quando si dovrà' decidere il futuro premier. D'Alema spiega: "Fare il congresso nel 2013 per decidere chi si presenterà' nel 2015 e' demenziale. Il tema del congresso deve essere il Pd, non e' l'anticipazione del conflitto di chi si candiderà tra due anni". D'Alema tiene anche alta la bandiera dei post comunisti della loro scuola politica, che appoggiando Cuperlo per la segreteria assicura la migliore, contro l'offensiva di quei democristiani che accolti quasi per umana comprensione, rischiano di fagocitare la vera anima del Pd. Certo quella che rimane una maggioranza, anche se divisa, non può continuare a vere maramaldeggiare solo i giovani eredi dello scudo crociato di sinistra. Serve un punto di riferimento, anche per discutere dei futuri assetti. D'Alema sa che Napolitano quando avrà' portato in porto la sua missione, archiviare la pratica Berlusconi e dare una nuova legge elettorale al paese, se ne andrà. Se fosse possibile potrebbe addirittura annunciarlo nel messaggio di fine anno, perché' Napolitano vuole che sia questo Parlamento a decidere il suo successore. Ed allora se la prossima carica di premier e' già assegnato ad uno dei due tra Letta e Renzi, in base alla vecchia scuola politica, la presidenza della Repubblica non dovrebbe spettare al sempre ex Dc, Romano Prodi, ma ad un ex Ds. E lui Massimo D'Alema ne e' il più' autorevole esponente. Certo la partita questa volta andrebbe preparata prima e per bene, perché' farsi ancora fregare dalla carica dei 101, sarebbe diabolico, perché "Errare humanum est, perseverare autem diabolicum"

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