Violante "ritira" il "lodo Violante" e mette la pietra tombale su Berlusconi

. Politica

Dopo la linea morbida e l'apertura al Cavaliere con il "lodo Violante", che prevedeva la possibilita' di un rinvio alla Consulta degli atti sulla decadenza di Berlusconi, l'ex presidente della Camera, oggi autorevole esponente del Pd,  spiega che l'appello di Berlusconi alla Corte europea di Strasburgo non e' fondato e che va respinto. Una pietra tombale sul Cavaliere e sulle sue ultime speranze di vedersi allungare i tempi, rimasto solo, alle prese con la "spietata" legge dei numeri. In giunta 14 sono contro di lui e solo 7 a favore. E' vero che Violante aveva proposto un'altra cosa, appunto il ricorso alla Consulta e non a Strasburgo, ma e' anche vero che questa strada era stata suggerita dopo un confronto tra le diplomazie di Pd e Pdl. Evidentemente il solco tra i due schieramenti e' troppo profondo ed i "nemici" di Berlusconi non vedono l'ora di regolare i conti una volta per tutte. Violante ha spiegato che il ricorso non e' fondato, perché la decadenza non e' stata ancora stata applicata. Presupposto necessario. Insomma Berlusconi potrà fare tutti i ricorsi che vuole ma non da senatore. Così con di fatto il ritiro del "lodo Violante", che avrebbe voluto significare un'apertura alla difesa del Cavaliere, tutti nel Pd sono più' che mai uniti per votare la decadenza, senza distinzione tra garantisti e non. Violante ha pero' aggiunto in favore di Berlusconi che la sua opinione e' che la legge Severino non andrebbe applicata perché non può essere considerata retroattiva. "Io dico - ha affermato Violante - di lasciare libera e tranquilla la giunta di decidere, secondo le regole. Punto e basta. Sono già state espresse troppe opinioni in questa fase, Adesso basta. La giunta funzione come se fosse un tribunale: lasciamola decidere".

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