Giorno della verità, Berlusconi senza scampo ma e' battaglia sui tempi

. Politica

E' arrivato il giorno della verità, quello tanto aspettato dagli avversari di Berlusconi, per la decisione della sua decadenza di senatore, dopo la sentenza di condanna della Cassazione dello scorso 1 agosto. E le vie d'uscita per il Cavaliere sono state via, via sbarrate da un Pd, unito nella sua richiesta di rispetto della legalità. Anche le voci autorevoli come quella di Violante che erano intervenute per concedere più tempo alla difesa si sono sopite. Ed in numeri in giunta, che si riunirà oggi alle 15, sono "spietati" per il Cavaliere, 14 contro e solo 7 a favore. La maggioranza Pd-Sel-Sc-M5S, vuole tempi veloci e certi, una decina di giorni al massimo, mentre il Pdl punta a prendere tempo, senza entrare nel merito della sentenza, ma invocando la non retroattivita' della legge Severino. Intanto e' stato fissato al 19 ottobre il nuovo processo di Appello che dovrà ricalcolare la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Il presidente della giunta, Dario Stefano di Sel precisa che la proceura di contestazione non avrà tempi lunghi. I primi giorni sono riservati alla difesa, al termine ci sarà un'udienza pubblica, rinviabile solo per motivi di causa maggiore. Ed il voto sulla decadenza. Una decina di giorni in tutto, anche se lo stesso Stefano non esclude un voto già in settimana. Cosa che non vede d'accordo il Pdl, ed il e latore in giunta sempre del Pdl Augello: "Servono giorni - spiega - non escludo un rinvio". In pratica una strategia per rinviare la decisioni, magari aspettando la decisione della Corte d'Appello di Milano sull'interdizione. "Normalmente - afferma - la giunta non e' un collettivo studentesco, ma un luogo di confronto su temi giuridici che richiedono un approfondimento. Quando il relatore presenta una relazione approfondita, ci si prende qualche giorno per verificare le fonti di giurisprudenza, eventualmente aggiungerne altre e correggere il relatore". Insomma si annuncia battaglia sui tempi, mentre la prossima mossa di Berlusconi rimane avvolta nel mistero.

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