"Berlusconi e' nel pallone", "Peggio della galera solo il cimitero", dice Feltri

. Politica

"Berlusconi e' in uno stato confusionale, e' nel pallone". Parole di Vittorio Feltri, suo amico ed editorialista del Giornale, che in un'intervista al Fatto Quotidiano mette in guardia Silvio dagli "schizofrenici del Pdl" che lo circondano. Ed e' proprio da Feltri che si può cercare di capire come stiano realmente le cose, non e' certo "un nemico" di Berlusconi ma non ha nemmeno gli occhi foderati di prosciutto. "Berlusconi - spiega - e' in uno stato psicologico confusionale, ed e' comprensibile. Un giorno sostiene una cosa e il giorno dopo un'altra: e' proprio nel pallone. E non perché sia scemo, ma perché la situazione e' talmente incasinata che non se ne esce. Lui si circonda di accondiscendenti a sua disposizione a prescindere dal loro valore e dallo loro sincerità. Anche se alla fine gli stanno pure sulle balle. A parte i figli c'e' solo gente che gli vuole male, che pensa solo a se stessa e a spremerlo fino all'ultimo, a proprio esclusivo vantaggio. Ormai e' tardi, non c'e' più' niente da fare. Doveva pensarci prima, ma troppa presunzione, dovuta anche ai suoi successi, ha creato un eccesso di fiducia. Che produce gran stupidaggini". Ed ancora: "Nessuno capisce la strategia del Pdl perché' non c'e'. Il comportamento del centrodestra in generale e' schizofrenico, da sempre". Questo e' il quadro della condizione psicologica di Berlusconi vista da uno che lo conosce bene. E nel suo editoriale di oggi sul Giornale, ricorda a Berlusconi che "peggio della galera c'e' solo il cimitero". Analoghi concetti, sia pure ovviamente con toni diversi gli sono stati espressi anche dall'avvocato Coppi. Il carcere Berlusconi lo rischia eccome, perché gli arresti domiciliari sono pure loro una sorta di carcere, con regole ferree. Di detenzione anche se alternativa sempre si tratta. Non bisogna pensare che il detenuto abbia facoltà di intrattenere rapporti con l'esterno a piacimento. Interviste, proclami televisivi, incontri politici: tutta roba da escludere, se non in casi tanto eccezionali quanto improbabili. Per i domiciliari c'e' un magistrato di sorveglianza, che decide tutto e regole di ferro. Deve starsene in casa, salvo un paio d'ore (quelle che in carcere vengono chiamate ore d'aria), non si può mai allontanare dall'abitazione. Ma quale casa? Anche qui la scelta spetta al magistrato in base a criteri che impediscono il rischio di fuga: Quindi niente Arcore, con tanto di elicottero. Non c'e' nulla di scontato neanche sull'agibilità personale, altro che politica: non e' detto che il giardino e le terrazze siano considerati agibili. Si tratta infatti di stabilire lo spazio per una prigione alternativa. L'affidamento ai servizi sociali e' indubbiamente una cosa diversa (quello che Coppi gli consiglia insistentemente di chiedere, prima che sia troppo tardi). Ma impone lo stesso degli obblighi: svolgere un'attività' benefica, osservare degli orari ed attenersi a una certa disciplina. Da ultimo l'avvertimento di Feltri al vecchio amico: "Ciò che qualcuno, ignaro di quanto di debba patire in carcere, considera umiliante. E sbaglia. Perché' peggio della galera c'e' solo il cimitero".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi