Cosa può succedere? Beau geste Berlusconi o Letta-bis

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La domanda che un po' tutti si pongono, e' come andrà a finire la vicenda Berlusconi, se il governo cadrà e se si' se ci saranno le elezioni od un nuovo governo. In politica per esaminare la situazione bisogna semprepartire dai dati certi, senza cercare di piegarli alla propria idea o strategia. Ecco i fatti certi, partendo ovviamente dalla vicenda Berlusconi. Il Cavaliere ha chiuso di fatto la sua avventura politica il 1 agosto scorso con la condanna definitiva per frode fiscale da parte della Cassazione. Non a caso come ultima mossa disperata si parla di ultima raffica, con linguaggio da repubblica di Salo'. Ora ha tempo fino al 15 ottobre per decidere se chiedere l'affidamento ai servizi sociali. Se non lo farà il giorno dopo l'esecutività della sentenza due carabinieri lo preleveranno, lo porteranno in caserma. Foto di faccia e di profilo, dopo di nuovo a casa agli arresti domiciliari. Una carcerazione a tutti gli effetti, anche se alternativa al carcere. Altro dato, i tempi della giunta del Senato. Ci sarà una discussione di circa dieci ore sulla relazione Augello, poi verra' bocciata, eletto un nuovo relatore, non più' del Pdl, e saranno concessi una decina di giorni a Berlusconi, per la difesa. Poi il voto sulla decadenza, probabilmente entro fine mese. Ma quella della giunta e' solo un atto in sede referente, cioè una proposta che dovrà essere votata dall'aula del Senato, che e' sovrana, per decretare la decadenza di Berlusconi. Ci troviamo a meta' ottobre circa ed il 19 arriva la decisione della Corte d'Appello, che deve ricalcolare l'interdizione dai pubblici uffici. Anche in questo caso dovrebbe votare, prima la giunta e poi l'aula. Ma ci sono due differenze non da poco: quello della decadenza per l'applicazione della legge Severino, dove e' aperta la discussione sulla retroattività' si configura, almeno secondo il Pdl, come un "atto politico", mentre l'applicazione della sentenza di Milano, sarebbe anche per il Pdl, una semplice "presa d'atto di ratifica". E l'altra, forse più' importante per il Cavliere e' che mentre per la legge Severino lo escluderebbe per sei anni dalla vita politica, la sentenza potrebbe comminargli al massimo tre anni, che poi potrebbero essere oggetto successivamente di riduzioni. Quindi e' chiaro che Berlusconi e' fuori, al massimo lo sarà tra la fine d'ottobre ed i primi di novembre. Ora ancora un dato, che e' evidente a tutti, le due strade che può scegliere il Cavaliere: rompere le larghe intese oppure compiere il beau geste e dimettersi prima della decadenza. In quest'ultimo caso il governo andrebbe avanti, cercherebbe farsi passare da statista rinchiuso politicamente, ma soprattuto potrebbe concretamente sperare in un gesto di clemenza di Napoletano, che non lo costringa neppure, se non per un breve tempo di inizio espiazione della pena, all'affidamento ai servizi sociali. Agibilita' politica limitata, ma agibilità personale garantita, potrebbe anche continuare a fare politica nel ruolo, che ormai già da un po' occupa, di anatra zoppa. Altra possibilità', la crisi di governo: personalmente le cose per Berlusconi non cambierebbero, se non in peggio. Napolitano non gli concederebbe sicuramente nessuna clemenza, anche i servizi sociali sarebbero difficoltosi, con l'aumento delle probabilità' di finire ai domiciliari, pur sempre una galera alternativa. Elezioni o no, sarebbe fuori. Perché non si potrebbe certo ricandidare da dietro le sbarre oppure sarebbe costretto a vedere quel che rimane dei suoi a fare un'opposizione ad un un nuovo governo. Capitolo Letta. Guarda, aspetta, studia il campo. Se crisi sarà andrà in Parlamento a cercare la fiducia al grido: "O l'Italia o Berlusconi".  Secondo molti i "riservisti" pronti a scendere in campo sarebbero già sedici, ma potrebbe anche verificarsi una valanga. Si parte dal gruppo di senataori siciliani del Pdl per arrivare fino al famoso Scilipoti. Anche una decina di grillini non vedono l'ora di allerasi con il pd. Poi ovviamente ci sono i 4 nuovi senatori a vita. Ma se il margine fosse minimo la maggioranza troppo confusa, tanto da provocare la battuta "Il governo degli Scilipoti", Letta non ci starebbe. Ed in questo caso toccherebbe, forse al presidente del senato Grasso, guidare un governo per qualche mese per fare la legge di stabilita' e la riforma elettorale. Letta si dedicherebbe nel frattempo al Pd per cercare  in un duello con Renzi la leadership, per la prossima corsa elettorale. Nel tutto va tenuto presente che Napolitano vorrebbe andarsene, prima delle elezioni, a legge elettorale fatta, per dare modo a questo Parlamento di eleggere il suo successore, mancato solo per un incidente della storia. Le previsioni in politica sono sempre azzardate, perché le varianti sono tante. ma volendo azzardare un pronostico si potrebbe pensare che Berlusconi, tirerà la corda fino all'ultimo, non per calcolo ma per effettiva confusione mentale, ma poi finirà per preferire rimanere anatra zoppa, che finire arrosto e farà il beau geste delle dimissioni. Letta-Alfano andranno avanti, almeno fino al 2015, facendo legge di stabilita' e riforme, come da programma. E chissà' che nel frattempo questo duo, magari affiancato da Montezemolo, non diventi una triade. Della Spirito Santo?

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