Duello congressuale del Pd si intreccia con Berlusconi con prove di maggioranze variabili

. Politica

L'accesa battaglia congressuale in corso nel Pd conosce una tregua solo nella momentanea compattezza sul si' alla decadenza di Berlusconi. Ma anche su questo fronte ci sono "i governativi" più morbidi, nel senso che senza fare proclami, non farebbero drammi se passasse la linea di prendere tempo tra giunta e aula per fare arrivare prima l'interdizione dai pubblici uffici, prevista per il 19 ottobre, della decadenza fissata dalla legge Severino. Infatti sarebbe una bella boccata d'ossigeno per il governo che potrebbe sfangarla proprio all'ultimo. Ma ci sono anche i duri, che vorrebbero rinsaldare l'asse con i cinque stelle, anche in vista di sbocchi futuri e votare subito. Nel Pdl non c'e' una strategia, ma per ora e' un vivere alla giornata aspettando che il pendolo di Berlusconi si fermi da una parte o dall'altra. Tra Renzi e Letta e' una punzecchiatura continua, con il sindaco che scalpita e non nasconde di volere andare in futuro proprio al posto del gemello democristiano. Così' il rottamatore ha scherzato attribuendo a Letta il tic andreottiano di "preoccuparsi della stabilita' per conservare la poltrona". Intanto le larghe intese sotto pressione per la vicenda Berlusconi devono subire anche l'offensiva della maggioranze variabili, mai messe nel cassetto da più di uno nel Pd. E così ci prova, anche se forse in modo meno eclatante, il Pdl. Significativo l'asse Pd-Grillo in giunta per abbattere Berlusconi, e forse Letta. Due piccioni con una fava? Ma la "vendetta" e' presto consumata in commissione Giustizia della Camera, dove il falco Nitto Palma ha trovato una maggioranza con Lega e Scelta civica, contro il Pd, per fare passare una norma sulla responsabilità' dei magistrati. Meno eclatante perché l'aula di Montecitorio correggerà il tutto, con il Pd che da solo ha la maggioranza assoluta. Più che altro segnali di fumo per il futuro. Ad alzare la tensione anche una norma presentata alla Camera da Vendola che prevede il divieto per i condannati in via definitiva  di finanziare partiti e movimenti politici. E' ovviamente contro Berlusconi, ma potrebbero anche fargli un piacere, a dire che non potrà più sborsare quattrini. Si era già stancato di suo. In realtà e' difficile che alleanze variabili, trovate su singoli punti, possano automaticamente trasferirsi sul piano nazionale senza affondare rapidamente, per motivi numerici e politici. Ma possono essere considerate come uno sguardo oltre il ponte, sperando che nel frattempo non crolli anche il ponte.

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