Accordo in giunta, mercoledì voto, quale "tempo massimo" per Berlusconi?

. Politica

La giunta delle Elezioni del Senato ha deciso all'unanimità di votare la relazione di Augello del Pdl, che include le preliminari di pregiudizialità e che chiede la convalida dell'elezione del Cavaliere, la sera di mercoledì 18. La discussione proseguirà oggi, poi lunedì e martedì. Felice Casson ribadisce quella che sarà la linea del Pd: "La decadenza non e' una sanzione penale, ne' amministrativa e pertanto non si pone il problema della retroattività". Quindi visti i numeri, 14 a 8, la relazione sarà  senz'altro bocciata. Si tratta solo del primo tratto del tragitto della giunta, che dovrà' eleggere subito un nuovo relatore, che proponga la non candidabilita' di Berlusconi. Verra dato un certo tempo, almeno cinque giorni, ma potrebbero essere di più al Cavaliere per preparare la sua difesa. Poi ci sarà una seduta pubblica, alla quale potrà partecipare Berlusconi od un suo difensore ed il voto, che sancirà la decadenza. I tempi di questa seconda fase saranno ancora più importanti di quelli attuali, perché fisseranno l'ultima fase. Il Pdl ha scoperto un norma del regolamento, che se applicata allungherebbe i tempi di una decina di giorni, concessi quando non ci sia unanimità sulla decisione. Comunque grosso modo si dovrebbe arrivare a fine mese. A quel punto il parere della giunta, che opera solo in sede referente, cioè' prepara un parere per l'aula, rimetterà tutto all'assemblea al completo di tutti senatori. In aula il Pdl presenterà sicuramente le pregiudiziali di costituzionalità', chiedendo un rinvio per la "non retroattività" della legge Severino e chiederà il voto segreto. E' una corsa contro il tempo con la decisione della Corte d'Appello di Milano, che si riunisce il 19 ottobre, che sancirà l'interdizione dai pubblici uffici al massimo per tre anni, come indicato dalla Cassazione. Se verra' invece applicata la legge Severino gli anni sono sei. Il Cavaliere preferirebbe, una volta tanto aspettare i giudici. Ma il vero nodo di tutta la vicenda, e' quale sarà  il "tempo massimo", concesso da Napolitano a Berlusconi per dimettersi. Nel senso che in caso di "beau geste" il capo dello Stato potrebbe valutare un gesto di clemenza che eviti al Cavalieri misure restrittive lasciandogli se non l'agibilità' politica, dove tra l'altro nulla può, almeno quella personale. Napolitano quale voto considera il punto di non ritorno? Gia' il primo pronunciamento della giunta di mercoledì' che non approva la candidabilita', quello successivo che ne stabilirà la decadenza o riterrà necessario il voto finale dell'aula? Questo senza dubbio il Quirinale lo avrà fatto pervenire ad Arcore. Se poi Berlusconi sfiderà l'aula del Senato e peggio se farà cadere il governo, Napolitano di grazia o clemenza che sia non ne vorrà neppure sentirne parlare.

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