L'affondo di Letta a Renzi: "Non ci sono uomini della Provvidenza, io quello del cambiamento"

. Politica

Ieri aveva detto: "Io toscano della toscana buona", e non bisognava certo lambiccarsi il cervello, per capire a chi si riferiva, oggi l'affondo: "Non ci sono uomini della Provvidenza". Sono "Io il premier del cambiamento", chissà cosa penserà Bersani che tanto teneva a quel governo del cambiamento con i griilini. "Non ho accettato l'incarico per operare la manutenzione ordinaria, ma per cambiare il paese". E' un Letta scatenato quello che interviene alla Fiera del Levante di Bari. E se il pericolo immediato e' Berlusconi, in perenne oscillazione per la sua vicenda, il vero "nemico" per il futuro e' quel Matteo Renzi, che sta girando l'Italia per prendersi il Pd e poi puntare deciso a palazzo Chigi per togliere la "seggiola" a Letta (anche se lo accusa proprio di attaccamento alla poltrona con un tic andreottiano). Letta insomma, traducendo, dice all'amico-rivale, io sono qui per il cambiamento ed intento provarci con tutte le mie forze per la stabilita', necessaria ora più che mai, ma ci sarò anche quando ci sarà la possibilità di guidare un nuovo governo di centrosinistra, archiviate dopo le elezioni le larghe intese. Ovviamente risultato permettendo. Sul Sud poi Letta ripete le parole pronunciate più o meno nello stesso modo, da cinquant'anni a questa parte: "Per farcela il successo deve partire dal Sud. L'Italia si salva solo se il Sud diventa europeo e vincente". Basta che il Sud non debba aspettare i prossimi cinquant'anni.

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