Grillo: "Due amanti e un guardone", Monti batte un colpo, Schifani: "Pd vuole il voto"

. Politica

Berlusconi, anche se silente ed in un'angosciosa indecisione, ritirato nella sua ridotta di Arcore, continua ad essere al centro dell'attenzione per il primo voto della giunta delle Elezioni del Senato, mercoledì' sera ed ora per la battaglia sul voto segreto al Senato, quando sarà l'aula a decidere il suo ultimo destino politico. Una battaglia più strategica e di facciata, che reale, perché alla fine il voto del Senato rimarrà segreto, come da sempre deciso dal regolamento, per le questioni personali e di coscienza. Non converrebbe di certo al Pd ingaggiare un duello per modificare il regolamento, con una norma chiaramente ad personam. Tanto i numeri, e pure abbondanti, ci sono largamente per la decadenza di Berlusconi. Inutile volere impersonificare politicamente il boia. Più che altro la discussione riguarda possibili nuove maggioranze, riposizionamenti e la voglia di marcare la propria presenza. Grillo e' sceso furbescamente di nuovo in campo per attaccare Pd e Pdl definendo il voto segreto un abominio. "Nel segreto dell'urna - spiega - tutto può succedere. I pdemenoellini hanno fucilato Prodi dietro ad una tendina e sono pronti a ripetere le gesta per salvare il loro caro leader Berlusconi". Ed ancora: "La telenovela del voto segreto e' avvincente come un'intervista di Servegnini o un fondo di Scalfari. Brillante come l'acqua di uno scolo e farsesca come una buffonata. Ci sono tre attori: due amanti e uno che regge il moccolo. Avrete riconosciuto certamente nei due copulatori, il pdl e il pdmenoelle (e' il primo quello che tromba) e in Monti l'assistente di Camera. I tre vogliono salvare il delinquente acclarato, ma ognuno a modo suo". Schifani, che difende il voto segreto, e' pessimista sulla tenuta del governo. "E' evidente che si voglia arrivare alla rottura. Secondo me, il pd vuole andare a votare e vuole la crisi di governo", dice durante la trasmissione "In mezz'ora". Ma spiega: "Se Berlusconi dovesse uscire dal Parlamento continuerebbe a fare politica". Grazia? "Berlusconi ci sta riflettendo insieme alla sua famiglia. Sono fatti esclusivamente personali", taglia corto il capogruppo del pdl al Senato. E dopo Maroni, che si era fatto vivo, buttando a mare Berlusconi e schierandosi per il voto segreto, batte un colpo anche Monti. Forse per ricordare che non e' in un museo, e così, visto che gli ultimatum vanno tanto di moda, ne lancia uno pure lui, chiedendo a Letta "un patto di coalizione". "Non siamo interessati ad un governo - spiega - che abbia solo un sostegno tattico. Per noi il governo di grande coalizione e' una scelta strategica duratura a partire dalla legge di stabilita' chiederemo un patto di coalizione come condizione per la nostra permanenza nella maggioranza". 

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