La "doppia" Italia, dal "miracolo" alla "catastrofe", ma Berlusconi blinda il governo

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In quello che e' stato più di un messaggio, un appello, una chiamata alle armi del suo popolo, Silvio Berlusconi non lo aveva detto chiaramente, limitandosi all'impegno dei suoi ministri contro "il bombardamento fiscale". Mentre oggi, tagliando il nastro della nuova Forza Italia (2.0 in stile grillino, perché al di la' delle avversioni politiche al Cavaliere piace e molto lo stile di Grillo), Berlusconi e' molto chiaro: "Restiamo stabilmente al governo. Lo facciamo per il nostro senso di responsabilità. E perché sappiamo che una crisi in questo momento sarebbe destabilizzante". Poi vuole rispondere anche a Letta che aveva difeso la magistratura. Un gioco delle parti. "In Italia - ha detto - la legge non e' uguale per tutti, citando i 50 processi contro di lui. C'e' un'ipocrisia inaccettabile. Le sentenze vanno rispettate, ma solo quando sono emesse da giudici imparziali". Insomma lui crisi non la apre, e non la potrebbe aprire, il governo e' rimasto il suo ultimo, anche, se debole, scudo. Qualcuno tra i suoi dice "lasciatelo parlare", tanto...Pero' lui un arma in mano ce l'ha, e non e' la crisi, ma la scelta del suo successore. Ed infatti tutti i giochi nel Pdl sono su chi "erediterà'". Un Berlusconi, che e' passato dal "miracolo", rivolto a tutti gli italiani nel 94, alla difesa con relativa chiamata alle armi per evitare la "catastrofe". Era rinchiuso nella sua ridotta di Arcore, e non e' detto che alcune antiche sirene non lo abbianoi attratto. Naturalmente spera in un finale differente. Poi c'e' la "doppia" Italia, la "maledizione della seconda repubblica". l'Italia divisa tra chi gioisce per i guai del Cavaliere e quella che considera la magistratura il braccio  armato della sinistra. Ma non e' che a Berlusconi si dia un ruolo storico eccessivo? Non c'era già una doppia Italia, quando la Dc sconfisse il fronte popolare di Togliatti nel 48 (Che senza sondaggi, pensava di vincere. Si fermo' al palo con il 31 per cento)? E la doppia Italia non c'era quando Craxi insieme ad una parte della Dc combatteva contro il fronte catto-comunista? Forse Berlusconi si e' solo inserito, quando non "avrebbe dovuto", secondo alcuni, in quella che doveva essere la battaglia finale dopo tangentopoli. Non c'e' certezza di quella che sia l'Italia maggioritaria. Fanfani,primo uomo della sinistra dc, poi fiero anticomunista, pensava che la maggioranza fosse di centrodestra e la tasto', sbagliando clamorosamente, nel referendum sul divorzio. La cosa certa, a parte i sondaggi, e' che quando si avvicinano le elezioni, la doppia Italia e' sempre più spaccata come una mela, ed alla fine la differenza e' tra i 50 mila e i 100 mila voti. Poco, troppo poco, per fare previsioni, da una parte e dall'all'altra. Berlusconi, che e' passato dal "miracolo" proposto a tutti gli italiani, con quella rivoluzione liberale, mai realizzata (e non solo per sua colpa), alla chiamata per evitare la "catastrofe", riassume tutta la sua esperienza politica, ma soprattuto personale. E si domanderà, ma che sarebbe successo se io e De Benedetti ci fossimo scambiate le parti?



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