Letta-Renzi: E' battaglia sull'automatismo, e si affaccia la fantapolitica con una nuova dc

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Chi descrive meglio la situazione nel Pd e' l'ex democristiano Giuseppe Fioroni (che comunque prende le parti di Letta): "Non e' possibile che il Pd decida, come ha fatto, che alle primarie per la premiership il nostro attuale presidente del Consiglio sia sin da ora escluso. Perché' questo e' un regalo enorme a Berlusconi. Noi diciamo che non abbiamo fiducia in Letta? Quando si da' l'idea di un premier in scadenza, di fatto diventa scaduto". Ecco e' proprio in quella regola sull'automatismo tra segretario e candidato premier, che ora c'e' ed Epifani con Bersani e Letta vorrebbero togliere, che si sta consumando la guerra fratricida nel Pd. Se la regola rimarrà Renzi, incoronato nel giorno dell'Immacolata, vedrebbe blindata la sua candidatura per il prossimo governo. Se invece la regola verra' modificata ci sarebbero prima le primarie di coalizione alle quali potrebbe partecipare anche Letta. Intanto la direzione che dovrà decidere, e' stata spostata a lunedi' 1 ottobre. Poi le regole dovranno essere nuovamente votate dall'Assemblea. Allora se la modifica passera' Letta non si troverà costretto a forzare i tempi, potrà continuare a governare, sperando nelle riforme, per poi giocarsi le sue carte non più per le larghe intese ma per "il governo che avrebbe voluto". Sara' insomma una lunga sfida con il Renzi segretario. Ma se Renzi dovesse vincere questa battaglia, cosa succederà? Letta avrebbe di fronte a se' o la possibilità di continuare, ma emarginato dal suo stesso partito e senza prospettiva se non quella di guidare una barca alla deriva. Oppure potrebbe, a sorpresa, scendere in campo per la segreteria contro Renzi. Il duello finale sarebbe così' anticipato. Oppure ancora c'e' una terza ipotesi, che almeno per ora appartiene alla fantapolitica: che quella tela costruita da Letta per mettere all'angolo i falchi del Pdl e del Pd, puntando sul centro  e sui moderati dei due poli, diventi un partito, una sorta di nuova dc, non più la balena bianca di panziana memoria, ma un agile delfino di ispirazione popolare ed europea. Scissione? Fioroni risponde: "Credo che se il Pd non chiarisce i nodi politici rischia di farsi male". Renzi si sente già vincitore e dice: "Noi candidati, io e Cuperlo, abbiamo parlato dei problemi del paese, poi c'e' un gruppo dirigente rancoroso che ha tentato di buttare tutto in caciara. Quando avranno sfogato tutti i loro rancori, ci facciano un colpo di telefono e ci dicano, venite a votare". Poi la consueta frecciata a Letta: "Un amico e' quello che ti dice in faccia le cose, non quello che dice 'tutto bene' davanti e poi ti accoltella alle spalle". Ed ancora: "L'interesse del paese non e' il governo delle larghe intese ma delle larghe vedute, non dei piccoli interessi". Letta nel frattempo, cerca di mostrare distacco dalle questioni del Pd, e va in Canada, da dove diìce: "Il periodo complicato non e' finito ma il peggio e' passato". E' evidente che parlasse da premier, e non come uno dei leader del Pd, dove le "complicazioni" sono appena iniziate.

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