Napolitano prende le redini: un "patto" per disinnescare la sfida Letta-Renzi e il voto su Berlusconi

. Politica

Giorgio Napolitano scende in campo per difendere il "suo governo" e per disinnescare le due mine più insidiose, il voto sulla decadenza di Berlusconi e la sfida Letta-Renzi, che rischiano di fare saltare le larghe intese. Napolitano si sta spendendo con tutta la sua autorevolezza ed in prima persona, con tutto l'arsenale di argomenti che, per le prerogative di moderazione e di stimolo riconosciutegli dalla Costituzione, può dispiegare. Vuole smorzare sul nascere i nuovi segnali di tensioni e incrinature delle larghe intese. E così ha visto tutte le parti, Alfano, Franceschini ed Epifani, proprio mentre Letta e' negli Usa. Vuole cercare di proteggerlo con una sorta di cordone sanitario. Per questo si riapre anche la via diplomatica con Arcore, per calmare l'angosciato Berlusconi. Risultato del passo in avanti di Napolitano, un passo indietro di Berlusconi, che ha rinunciato a nuovi proclami contro i giudici. "Viviamo in una democrazia dimezzata, il potere appartiene ormai a un manipolo di magistrati e qui si discute di un punto d'Iva", questo il pensiero del Cavaliere, che pero' non vuole offrire il fianco al nemico "siccome nessuno nel pd vuole andare al Congresso alleato con me, e' chiaro che da qui all'otto dicembre cercheranno di rompere". E l'analisi del Cavaliere ha del vero. Perché il pd si trova ad un bivio, con la maggioranza del partito che vuole comunque salvare "il soldato Letta" e chi si vede quasi "costretto" per le strane alchimie della politica ad appoggiare quello che considera "un marziano", un alieno rispetto alla premiata "ditta", al quale potendo non affiderebbero nemmeno la gestione di un bar. E vedere Renzi prendersi la segreteria per poi puntare senza avversari alla premiership e' davvero troppo. Dunque Renzi per diventare segretario dovrebbe accetta di modificare la regola per permetter a Letta di correre per la premiership al prossimo giro. Oppure può succedere di tutto, anche una crisi che "libererebbe" Letta, perché no, anche per la segreteria. Lasciando comunque intatte le sue possibilità di candidarsi alla guida di un nuovo governo di centrosinistra la prossima vola. Ora Napolitano vuole evitare che la situazioni precipiti ed ha in mente un "nuovo patto" di coalizione, da verificare quanto prima in Parlamento, incardinato su tre punti: Economia, riforme e legge elettorale. Secondo Napolitano occorre affrontare i prossimi appuntamenti politico istituzionali "in uno spirito unanime di valorizzazione dell'operato del governo e della maggioranza e quindi di un rafforzamento dell'immagine di un'operosa stabilita'". Primo punto, la precondizione di tutto, e' la legge di Stabilita', la vecchia Finanziaria, che va approvata entro il 31 dicembre dal Parlamento, ma essere varata entro ottobre dal governo. Intanto appare vicino lo stop all'aumento dell'Iva, e si stanno studiando gli ultimi ritocchi alle coperture. Il rinvio, a fine anno, dovrebbe essere già contenuto in un decreto all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì'. 

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