La sfida Renzi-Letta si infiamma, il sindaco tifa contro la crisi

. Politica

In casa pd c'e' grande agitazione, e con quel che sta succedendo e' del tutto naturale. Tanto che oggi si e' riunita la direzione (convocata permanentemente per monitorare la situazione)  che in appena un'ora ha approvato le regole per il Congresso, con l'otto dicembre, festa dell'Immacolata, data confermata per le primarie. E Renzi, seduto e silente nelle ultime file, se l'e' goduta, perché' meglio non gli poteva andare. Primarie aperte, bastereranno due euro, per iscriversi nell'elenco dei sostenitori del pd e sipotra' votare. Ma il punto più importante (per questo non si e' litigato, trovando invece l'unanimità), e' rimasto fuori. Insomma il pd ha deciso, almeno per ora di non decidere, sull'automatismo segretario-candidato premier. Le cose sono rimaste com'erano, cioè con il segretario che diventerà automaticamente leader del centrosinistra alle prossime elezioni. Almeno che con grande magnanimità non voglia concedere anche ad altri di correre. Ed ecco perché Renzi, soddisfatto dalla direzione, che lo ha di fatto "blindato" per la prossima corsa a palazzo Chigi, e' invece preoccupato che salti tutto per la crisi. Infatti ormai il sindaco, che non vuole fare come Prodi, vuole prima prendersi il partito e poi aspettare marzo per le elezioni. Ora sarebbero un disastro. Dall'altra parte Letta vorrebbe si' salvare il suo governo, ma vorrebbe anche potere correre al prossimo giro per un nuovo governo che sentisse veramente come suo. Una crisi lo avvantaggerebbe in questa prospettiva. E perché si libererebbe del "traditore" che ha "umiliato l'Italia" e perché avrebbe le mani libere nei confronti di Renzi, anche per il partito. Parodosso a Renzi conviene che Letta rimanga, a Letta converrebbe chiudere per riprovarci.

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