Letta: "Gesto folle" e domenica vedrà Napolitano

. Politica

Per Letta quello di Berlusconi e' un "gesto folle". Anche se dopo la sua dura presa di posizione: "prendere o lasciare", e la sua decisione di stoppare il decreto che prevedeva il blocco dell'aumento dell'Iva, se lo poteva aspettare. Ma forse l'essersi liberato dall'abbraccio mortale del Cavaliere ferito, gli potrà giovare nella sfida con Renzi. Se fosse rimasto a bagnomaria a farsi logorare con Renzi incoronato segretario del pd, con in tasca la blindatura per concorrere a diventare il prossimo premier, avrebbe malinconicamente finito la sua esperienza. Ora invece ha tutte le carte da giocarsi sia per il partito che per il governo. A Renzi certo non e' andata bene la crisi ora, avrebbe preferito aspettare marzo per votare. Napolitano oggi era nella sua Napoli, e domani a Roma riceverà Letta che gli riferirà sulla situazione per decidere il da farsi. La crisi si e' già aperta, sempre ovviamente se i ministri del pdl gli hanno formalizzato personalmente le loro dimissioni. Al momento c'e' solo la dichiarazione di Alfano sul ritiro di tutta la delegazione. Nel momento delle dimissioni il presidente del Consiglio e' tenuto a riunire il Consiglio dei ministri, per comunicare le dimissioni, che poi deve portare al Capo dello Stato. A questo punto Napolitano può anche decidere di rinviare il governo alle Camere, con relativo dibattito ed eventuale voto, oppure procedere a consultazioni per un nuovo incarico od infine sciogliere direttamente le Camere. Cosa che il presidente ha più volte ribadito che non intende fare. La possibilità e' quella di un governo di scopo, ma Letta gli ha già fatto sapere di non esser disponibile. Si parla di crisi al buio, come se il finale non fosse prevedibile. C'e' anche chi parla di rimpasto. Cosa ovviamente non possibile quando e' una delegazione di partito a ritirarsi: E quella che si e' aperta e' una crisi extraparlamentare. Poi può essere anche riportata in Parlamento con un dibattito, ma sempre crisi extraparlamentare e'. E tra l'altro le vere cause sono fuori dal Parlamento e lo sanno tutti. Sono il voto di decadenza su Berlusconi al quale si sono aggiunte le tensioni interne del pd con l'irrompere di Renzi per la segreteria. Se tutti avessero realmente voluto, la soluzione non era poi tanto difficile. Bastava veramente poco per rendere definitivamente inoffensivo il Cavaliere, aspettando la sentenza della Corte d'Appello di Milano per farlo decadere.

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