Napolitano e Letta: clima di grande incertezza, domani chiarimento in Parlamento

. Politica

Grande, "evidente" incertezza e nessun affidamento "certo" sui possibili sviluppi della situazione politica alla luce delle decisioni e delle dichiarazioni di Berlusconi e di altri esponenti del Pdl. Il thriller di questa crisi annunciata non è ancora arrivato alla parola fine. Napolitano e Letta hanno potuto convenire solo su questo nel loro colloquio pomeridiano al Quirinale (mentre a palazzo Grazioli l'ex-premier riconvocava i suoi: scissione o retromarcia?). Meglio quindi che Enrico Letta vada domani in Parlamento, illustri le sue valutazioni su ciò che è accaduto in queste ore convulse e sul da farsi. Lì la sede del chiarimento definitivo, lì tra Senato e Camera finiranno il gioco o i giochi a carte coperte e ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini - Letta non ha parlato per tutta la giornata - ha comunque chiarito che il premier domani chiederà la fiducia per fugare ogni ambiguità (e per durare almeno fino a tutto il 2014). La nota diramata dal Quirinale al termine dell'incontro tra il capo dello Stato e il premier sottolinea la situazione e il clima politico intricato e non dice nulla di più rispetto alla decisione "concordata" di un passaggio parlamentare per verificare se quella maggioranza che ha dato vita al governo delle larghe intese cinque mesi fa esiste ancora o si è sfaldata e caso mai di quanto...(ma anche per 'contare' i dissidenti Pdl). Un'altra cosa che il comunicato non dice è se Napolitano e Letta hanno parlato dell'ultimo attacco rivolto loro da Berlusconi che in una lettera a 'Tempi', una lettera resa nota questo pomeriggio, li ha definiti "inaffidabili". Difficile pensare che non si siano scambiati qualche impressione. Ecco la nota del Colle sull'incontro: "Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale il Presidente del Consiglio dei ministri on. Enrico Letta, accompagnato dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. E' stata attentamente esaminata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle dichiarazioni del Presidente Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del PdL in adesione a quell'invito. Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del PdL e dello stesso Presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica. Da ciò il Presidente del Consiglio ha tratto, d'intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento - che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento - le proprie valutazioni sull'accaduto e sul da farsi. Il Presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere"

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