Prodi: "Capii da una telefonata con D'Alema che ero stato bruciato"

. Politica

Era il 19 aprile del 2013, il giorno più lungo di Prodi. Alla mattina Papa ed alla sera di nuovo cardinale. Giornata raccontata da Alan Friedman nel suo libro "Ammazziamo il Gattopardo". L'assemblea del pd aveva appena accolto con una "standing ovation" la sua candidatura per il Quirinale proposta da Bersani. Prodi era con la moglie a Bamako, capitale del Mali, quando gli arriva un "commovente" della sua portavoce, Sandra Zampa. Prodi decide di fare un giro di telefonate. Prima a Rodota', per i buoni rapporti personali con lui, poi a Marini che lo tranquillizza: "Tutto bene, tutto tranquillo". Poi la telefonata vera, quella della verità' a D'Alema. Finora si pensava che fosse stato l'inverso, cioè' che fosse stato D'Alema a chiamare Prodi per consigliarlo a fare votare scheda bianca per uno scrutinio. "Mi ha detto - ricorda Prodi - benissimo, tuttavia queste decisioni così' importanti dovrebbero essere prese coinvolgendo tutti i massimi dirigenti". Telefonato che gela Prodi "D'Alema faceva, come si fa sempre in questi casi, una questione di metodo e non di merito". Insomma la solita vecchia tattica della sinistra, che Prodi conosceva bene, tanto che chiama la moglie e le dice: "Flavia vai pure alla tua riunione, perché di sicuro presidente della Repubblica non divento". Poi si sa come e' finita con la ormai storica carica dei 101 franchi tiratori che hanno silurati o Prodi e con lui Bersani. Friedman ha ascoltato anche D'Alema, che ha reagito con una stizzita sorpresa. Ricorda la telefonata e di avere risposto a Prodi che era "un'imprudenza" e che la vicenda "rischiava di finire male". Poi : "Il mio consiglio era che la candidatura andava bene ma era meglio fare votare scheda bianca, per vedere se almeno Monti convergeva". Ma Prodi di una discussione tattica di un passaggio con la scheda bianca non ricorda nemmeno una parola. Lui ricorda solo di avere capito che D'Alema lo avrebbe bloccato e di averlo subito comunicato alla moglie Flavia. Chissa' se quando Napolitano si dimetterà si riproporrà l'eterna sfida tra Prodi e D'Alema. Certo e' che tutti e due ci sperano. Sara' una sfida Letta-Renzi per palazzo Chigi ed una sfida Prodi-DìAlema per il Quirinale? 

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