Berlusconi chiama ma Alfano non risponde, il colpo di grazia dagli ex dc

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Forse non gli era mai successo negli ultimi 20 anni, sicuramente non con quelli del suo partito, con le sue creature politiche. Eppure Berlusconi oggi ha dovuto subire anche l'umiliazione di chiamare ripetutamente al cellulare Angelino Alfano, che evidentemente lo aveva selezionato tra i numeri non graditi. In aula al Senato tutti si aspettavano almeno il canto del cigno, uno scatto d'orgoglio. Ed invece niente, quello che ai suoi e' sembrato una resa senza condizioni e con in più l'ultimo calcolo politico sbagliato. Quello di evitare con il suo si' alla fiducia, la scissione. Poi e' andata che Alfano ha formato i suoi gruppi parlamentari "blindandoli" anche rispetto a conversioni troppo tardive. I berlusconiani sono fuori dal nuovo partito popolare. Poi, quando sarà, saranno le urna a decidere. Denis Verdini si e' commosso e gli ha detto: "Se voti la fiducia siamo morti, Silvio fidati, non farti umiliare". Ma lui e' rimasto stritolato tra colombe e falchi, in un'indecisione che ha accompagnato il suo dramma personale. In preda ormai agli avvoltoi. Letta, mentre parlava Berlusconi, si e' visto sussurrare "un grande". Bisogna vedere se ironico, per le sue ultime acrobazie oppure se una forma di riconoscimento politico. E così il tramonto di Berlusconi appare segnato proprio dagli ex democristiani ed ex socialisti, che naufraghi dopo tangentopoli, aveva imbarcato sulla sua scialuppa. Ha combattuto tanto gli ex comunisti e tanto e' stato da loro combattuto, ma alla fine il colpo di grazia gli e' arrivato, dalla sua sponda.

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