Pdl spaccato come una mela: Alfano frena, vorrebbe tutto il partito, poi?

. Politica

Se ne era scritto tanto in passato, di manovre di Alfano per compiere il regicidio e fare fuori Berlusconi. Era stato designato delfino, ma poi era stato bollato dal suo capo: "Gli manca il quid". Ora l'operazione e' andata in porto nel momento più difficile politicamente e più drammatico umanamente per Berlusconi. Così' Alfano ha vinto il primo e probabilmente ultimo congresso del pdl, marginalizzando il Cavaliere, vittima dello scontro falchi-colombe. Si e' sentito per troppo tempo ripeteredi nuovi leader del centrodestra, a partire dalla figlia del re, Marina che avrebbe potuto assurgere alla leadership per investitura ereditaria. Si e' sentito il coltello puntato alla gola, da quanto e' al governo. Basta "mai più'" avrebbe confidato ai suoi. La scissione di fatto c'e' stata ieri, con il pdl spaccato come una mela e con quella riunione dei "diversamente berlusconiani", tenutasi nella notte. Ma dall'altra parte della barricata rimbalza un solo grido: "Traditore". Quagliariello, l'uomo di fiducia del Quirinale, e' diventato il braccio operativo di Alfano ed ha subito riunito una settantina tra deputati e senatori. Con Formigoni, che non vede l'ora di diventare capogruppo Senato di una nuova formazione e con Cicchitto, che dopo avere bruciato i tempi, e parlato in aula nella fiducia, già a nome della neonata pattuglia, viene colto da dubbi. "Non ho ancora deciso - spiega - se aderire a Forza Italia o rimanere nel pdl". Per ora pero' si registra la brusca frenata di Alfano, che ormai ragiona da vero leader ed il congelamento dei nuovi gruppi. "Bisogna fare un passo alla volta, non e' l'unica strada", dice uno degli scissionisti. "Noi facciamo parte del pdl ma non ci riconosciamo nella nuova Forza Italia e nella linea dei falchi. Si e' aperta la questione all'interno del partito, ma non dobbiamo essere precipitosi". Questa la posizioni dei "diversamente berlusconiani", che stanno per ora mettendo a punto un documento. Il vero obiettivo di Alfano e dei suoi, nemmeno troppo nascosto, e' quello di prendersi in mano tutto il pdl, trasformandolo come aveva proposto Cicchitto in una "forza di centrodestra europea e del futuro". Angelino Alfano doveva spiegare tutto, dopo un nuovo incontro con Berlusconi, ma e' dovuto recarsi a Lampedusa dopo la strage dei migranti.  Quello che più' preoccupa Alfano e' la prospettiva elettorale, prova difficilissima per tutti quelli che in passato hanno voltato le spalle al Cavaliere. Finiti nella fossa dei dimenticati politici Fini ed in parte Casini, che pure avevano dei loro partiti. L'incubo elettorale e' quello di doversi andare a dividere con Monti e lo stesso Casini, l'elettorato centrista, in grande apnea con questa legge elettorale. Servirebbe il ritorno al proporzionale. Ma questa e' un altra storia, tutta da seguire in quella che si annuncia la battaglia per la riforma elettorale. Secondo uno dei fedeli di Berlusconi, Malan, un battesimo alle europee, della prossima primavera, potrebbe chiudersi per Alfano con un 2% .

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