Torna la dc? E i compagni? L'incubo neocentrista di Renzi, un ex pci: "Al banco di governo solo ex dc"

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"Al banco di governo c'erano solo ex dc: Dio solo lo sa come faremo a spiegarlo ai nostri". Le parole sconsolate di un "vecchio" del pci, Ugo Sposetti (e' stato Tesoriere) fotografano la situazione si ieri al Senato, durante la fiducia a Letta. Ed in effetti tutta l'operazione, voluta anche dal Colle, e' tutta di marca ex democristiana ed e' stata ben congegnata in un diabolico scambio delle parti tra Letta ed Alfano, con l'aiuto dei vari Quagliariello, Lupi, Franceschini. "Tu dividi i tuoi, che io tengo a bada i miei", questo il senso della complessa manovra. Ma come? Sussurra più di un ex ds. Avevamo visto spazzati via la dc e gli odiosi alleati socialisti con la "primavera del 92", dovevamo governare noi, se non fosse stato per quel clone di Craxi, rimbalzato poi alle cronache come il Caimano, ed ora che l'incubo ventennale e' arrivato alla fine, tornano proprio loro per riprendersi la terza Repubblica? Il timore di una larga parte del pd e' che quella di Alfano sia solo la prima mossa di una più complessa partita a scacchi, che potrebbe vedere prossime mosse, tra i centristi di Monti ed infine tra i dem del pd. Insomma il riformarsi di una grande dc, di matrice cattolica sotto la benedizione di Papa Francesco, che ridivenga un partito cooptazione di interessi, come lo era la dc. Tante anime diverse, ma un solo partito. Si andava dalla destra dorotea di Rumor e Bisaglia, alla sinistra progressista prima di Fanfani, poi della "Base" di Albertino Marcora, alla sinistra di De Mita, per passare agli uomini, di sinistra ma anticomunisti, di Donat Cattin.  Differenze ben più evidenti di quella di ora, tra Letta ed Alfano. Per condire il tutto, pero' sarebbe meglio un ritorno al proporzionale, perché le alleanze si potrebbero così fare anche dopo le elezioni. Beppe Fioroni, anche lui ex dc, un vecchio volpone, ora nel pd, non ha dubbi: "In questo modo asfaltiamo anche Renzi. Il nostro campione sarà Letta e con lui saranno tutti gli ex democristiani di tutte le parti, magari troveremo anche un nostro candidato per i congresso". E Renzi (su di lui non devono ricadere "le colpe" del padre, democristiano), sente puzza di bruciato e mette in guardia: "So che c'e' chi tenta un'operazione neocentrista, so che si pensa ad una legge proporzionale, ma quando sarò eletto alle primarie e avrò il mandato di milioni di elettori del centrosinistra, porro' il problema come segretario del pd: noi saremo per il bipolarismo  senza se e senza ma, non vogliamo un ritorno all'antico, alla prima repubblica, non vogliamo un sistema elettorale che istituzionalizzi le larghe intese,  non ci sono ex democristiani che tengano". Anche la Bindi fiuta l'aria, ed incredibilmente la pensa come Renzi: "Questa continua ad essere una maggioranza anomala e io contrasterò ogni operazione neocentrista". E i post comunisti? Stretti nella morsa della sfida Letta-Renzi: Un ex dc ed "un marziano", un Blair alla fiorentina che si vedono quasi costretti ad appoggiare a malavoglia. E se al Quirinale in futuro dovesse andarci Prodi, si chiuderebbe il cerchio.

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