Berlusconi: "Vogliono eliminarmi", voto in aula 18 ottobre ma Alfano gli ha tolto l'ultimo colpo in canna

. Politica

Il pdl compatto insorge a difesa dell'ex re. Ma ormai e' stato pubblicamente "mollato" da Alfano e dai suoi, che gli hanno tolto anche l'ultimo colpo che aveva in canna, quello della crisi di governo e di elezioni anticipate. Ed in più hanno fatto si' che oggi venisse annullata la manifestazione di protesta di Forza Italia, con lo slogan "Silvio decaduto, tutti decaduti". Infatti sono state sepolte anche le famose dimissioni annunciate da tutti i parlamentari in segno di protesta. Insomma Alfano l'ha lasciato al suo destino politico e giudiziario. Isolato ed in attesa del 15 ottobre, data entro cui dovrà decidere sull'affidamento ai servizi sociali. Ma quello che ora vuole la maggioranza del Parlamento e' che si arrivi al voto decisivo nell'aula del Senato entro il 18 ottobre. Il motivo e' semplice, i senatori devono votare la decadenza, che comporterà una interdizione dai pubblici uffici per sei anni sulla base della legge Severino, prima che siano i giudici di Milano a riunirsi, il 19 ottobre, per ricalcolare l'interdizione, che al massimo potrà essere di tre anni. Che abbiano fretta di risolvere la "pratica" Berlusconi, non viene certo nascosto dall'asse Pd-Monti-M5S e Sel, che a scanso di equivoci vorrebbero anche "innovare" la prassi istituzionale, votando palesemente e non a scrutinio segreto, come previsto dal regolamento del Senato in questi casi. Le cose in effetti a questo punto non cambierebbero di molto, perché la situazione politica, dopo la scissione di fatto già consumata di Alfano, non ci sarebbero ragioni per il fronte anti berlusconiano per votare a suo favore. Il timore infatti era che qualcuno lo votasse per evitare crisi e scioglimento delle Camere. Ma c'e' una nuova e "blindata" maggioranza. Al Cavaliere non rimane che aspettare il giorno del giudizio. L'ultima mossa che potrebbe fare e' quella delle dimissioni prima del voto. Ma anche questo, con il nuovo quadro, sarebbe dal punto di vista politico irrilevante. E Berlusconi nella sua solitudine, commenta duramente la decisione della giunta: "Questa indegna decisione e' stata frutto non della corretta applicazione di una legge, ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si e' riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia". Ed ancora: "La democrazia in un paese si misura dal rispetto delle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino. Violando i principi della Convenzione europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità' dell'organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno Stato di diritto". 

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