Berlusconi doppiamente "decaduto" si ritrova nel finir di nostra vita in "una selva oscura"

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Giorni difficili, anzi difficilissimi, per un Berlusconi, sempre più provato dopo la doppia decadenza, quella politica, inflittagli dal suo delfino senza il quid, Angelino Alfano, e quella da senatore decretata dalla giunta, in attesa del si' definitivo dell'aula del Senato, entro il 18 ottobre. Tre giorni prima dovrà chiedere l'affidamento ai servizi sociali, con obbligo di rincasare alle 20, per evitare che due carabinieri lo vadano a prelevare a casa, per fargli foto segnaletiche, rilevargli le impronte, e poi magari portarlo a casa agli arresti domiciliari. Sempre che il giudice di sorveglianza glielo consenta. La nuova maggioranza di governo, che ha avuto l'avvallo di Napolitano, potrebbe anche essergli di aiuto frenando forzature per umiliarlo. Ma il suo ventennio il 2 ottobre e' finito e lui, ben oltre la meta', anzi sul finir di nostra vita, si ritrova "per una selva oscura che la diritta via era smarrita". "Ah quanto a dir qual era e' cosa dura esta selva". Il Cavaliere, dopo avere lui stesso firmato l'ordine del giorno Grandi, si trova in grande difficoltà soprattutto con i cento lealisti i suoi "Immortali". Non li può certo sacrificare in blocco e consegnare le loro teste ad un rapace Alfano, che detta, in modo perentorio le sue condizioni: io segretario unico e via gli estremisti. Per dirla con Cicchitto: "Il pdl va defalchizzato e non deberlusconizzato. Bisigna dare ad Alfano la possibilità' di costruire un grande partito moderato, riformista e garantista", per approdare nella "terra promessa" del Ppe. Una dimenticanza, il pdl nella famiglia europea c'e' già da anni e ce l'ha portato proprio Berlusconi. Anche se ora e' vero che molti in Europa tifino contro di lui, a partire dalla Merkel, alla quale piace l'accoppiata Letta-Alfano. Forse pensa anche alle sue di larghe, o un po' meno larghe, intese. Alfano del resto il suo congresso lo ha già vinto con il suo golpe interno, con immediata assunzione della linea politica, alla quale poi si sono, almeno per il momento allineati tutti. Ma il pdl e' tutto un ribollire di rabbia verso i "traditori", chi di fatto vuole cancellare il passato nello spirito di un vento di rinnovamento e di rancori personali, che lasceranno ferite difficilmente rimarginabili. I 100 Immortali vogliono un Congresso vero, perché sono convinti di avere la maggioranza del loro popolo. Alfano invece vorrebbe, approfittare della debolezza di Berlusconi, e prendersi il partito, per tenerlo saldo nel nuovo corso, del dopo Cavaliere. Alfano e' anche consapevole che rispetto a Letta e' ben differente guidare una pattuglia, anche se numerosa di transfughi, oppure l'intero pdl. E naturalmente c'e' chi cerca di inserirsi e di approffitarne, tra gli alleati di governo, per trasformare il centrodestra in un cespuglio come ornamento di un pd trionfatore. Per Berlusconi chi e' "contro la pacificazione e' contro il partito". Lui che di pacificazione e' già stato vittima, dopo averla e inutilmente perorata, rischia di rimanerne definitivamente schiacciato. Quello che Alfano gli vuole riservare e' un ruolo solo onorifico, lontano dalle decisioni operative, tanto per tenersi, almeno pensa, i suoi voti, che non sono pochi. Sono già finite le sette vite a disposizione di Berlusconi, oppure avrà un ultimo sussulto, un vero canto del cigno?

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