Alfano e la sua "destra che piace" corre il rischio del Fini "pavone"

. Politica

Angelino Alfano ha fatto una mossa decisiva non solo per il pdl, ma per tutta la politica italiana. Piaccia o non piaccia ha decretato politicamente la "decadenza" politica di Berlusconi e la fine di un ventennio. Letta lo ha riconosciuto e pubblicamente incoraggiato. La sinistra del pd gli chiede di forzare i tempi, perché vuole vedere ufficializzare una nuova maggioranza, con la scissione del pdl e con un conseguente spostamento a sinistra del baricentro del governo. Tanto per cominciare magari, reintroduzione dell'Imu e rimpasto di governo. Spesso in politica quando si prendono decisioni radicali si hanno dei progetti, altre volte succede quasi per caso, a conclusione di un ciclo, Ora bisogna vedere, se come sospettano alcuni vecchi volponi post comunisti, Alfano abbia un accordo con Letta per un ritorno al proporzionale e per la riedizione di una nuova dc oppure se la rottura sia l'inevitabile fine di un percorso, con un Berlusconi, che da tempo non si fidava più di lui. E i fatti hanno dato ragione al Cavaliere, che pero' e' talmente frastornato da tutto quello che sta cadendo addosso, che non e' in grado di prendere lucidamente una posizione chiara, con l'unica speranza di non vedere finire sotto le  macerie e tutto quello che ha politicamente costruito. Insomma ad Alfano e' affidata la "nuova destra", quella buona "europeista, moderata, che piace e compiace sinistra ed apparati, e non dispiace al Vaticano. Una destra non da pasticceria". Contro ha come al solito "i cattivi", che poi sarebbero i lealisti di Berlusconi. Ed Alfano deve fare attenzione a non cadere nella trappola che fu fatale a Fini, che fini' con il pavoneggiarsi per le lusinghe del mondo che parla con il linguaggio della sinistra, e che e' egemone culturalmente. Fini era talmente preso dal suo ruolo buono di anti-Berlusconi da scimmiottare in tutto e per tutto la sinistra. Finito nella tela del ragno, spiro' politicamente come uomo di destra portandosi appresso il marchio del "traditore", per dirla con il linguaggio dell'estrema destra "dell'infame". Insomma per Alfano quella della captatio benevolentiae, dell'approvazione e del compiacimento, di Letta e dei suoi, può' essere un pericolo per il suo futuro, sia politico che elettorale. Nel primo caso perderebbe forza contrattuale, finendo schiacciato da un governo di sinistra, con lui solo cespuglio come orpello per non parlare di monocolore, e nel secondo per un risultato elettorale, verificabile già alle europee, che potrebbe essere segnato da percentuali basse se dovesse essere costretto a pescare nella misera bisaccia dei centristi di Monti e di Casini. 

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