La "vergogna" e' ora per i superstiti di Lampedusa, senza letti e sotto l'acqua

. Politica

In circa 150, ammassati, senza letti e riparo dall'acqua. Così' vivono questi giorni i 155 superstiti del naufragio di Lampedusa. Dopo la polemica sui soccorsi, con i pescatori che hanno denunciati ritardi e scarsa solerzia della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera , che dovevano rispettare il "protocollo", la conta dei morti , 111 bare, ai quali si aggiungerebbero bel 252 dispersi, ora quello che dovrebbe preoccupare, in primis, chi ha parlato di vergogna, e' la sorte di questi sventurati. Sarebbe forse un bel gesto, come segnale di omaggio alla tragedia, riconoscergli la cittadinanza. Forse varrebbe di più di un lutto nazionale. E siccome il numero e' limitato non sarebbe certo difficile, trovare loro una sistemazione decorosa. Senza per questo   aprire indistintamente le frontiere, ma come gesto umanitario. Anche nella città del Vaticano, così rigorosamente tutelata, e' talmente curata che in giro di non ci sono nemmeno cani e gatti, che potrebbero sporcare, un po' di posto c'e'.

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