Amnistia, Grillo contro Napolitano tra 'lacrime napulitane' e 'ccà nisciuno è fesso'....

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Grillo contro Napolitano sull'amnistia tra 'Lacrime napulitane' e 'Ccà nisciuno è fesso'... Dopo lo scontro di ieri tra il Colle e il Movimento 5 Stelle a proposito del messaggio alle Camere del presidente interpretato dai pentastellati come un 'aiutino' a Berlusconi - beccandosi così l'irata replica del capo dello stato: "Se ne fregano dei problemi del paese" - oggi è lo stesso leader M5S a muoversi a testa bassa contro il Quirinale postando sul suo blog un articolo intitolato 'Ccà nisciuno è fesso', giocando sulle origini partenopee del presidente e riproponendo punto per punto le critiche ad un primo cittadino che Grillo non considera 'super partes' ed i sospetti "leciti" sull'iniziativa presidenziale. "Ieri - scrive Grillo - il presidente dei partiti (in quanto eletto dai loro nominati) Giorgio Napolitano ha detto che il M5S ha un chiodo fisso e se ne frega dei problemi della gente e del Paese in merito alla sua proposta di indulto e amnistia per liberare le carceri. Il sospetto che questo appello avvenga per salvare Berlusconi e una miriade di colletti bianchi è lecito. Le lacrime napulitane versate per coloro che sono detenuti sono sospette da parte di chi è parte fondante di questa classe politica dal 1953 ed è ora nel suo ottavo anno di presidenza". "Lei sa meglio di chiunque che l'amnistia e l'indulto non risolvono il problema delle carceri e aggraveranno i conflitti sociali come è successo con l'indulto del 2006 del mancato carcerato Mastella. Perché lo fa allora, signor Presidente? Lei dovrebbe essere super partes  e non lo è - affonda Grillo - quando attacca il M5S, che rappresenta otto milioni e mezzo di italiani, che ha restituito i finanziamenti elettorali, che si è tagliato gli stipendi, che sta ogni giorno nel Paese e tra la gente al contrario del Palazzo che lei rappresenta, signor Presidente". "Si è vero, abbiamo un chiodo fisso, quello dell'onestà, e non lo baratteremo con nessuno. Su questo lei ha ragione, signor Presidente. Noi non molleremo - conclude l'ex-comico - si metta l'animo in pace. Ccà nisciuno è fesso". Sul blog, poi, profluvio di commenti: quasi tutti contro il Colle, molti al limite dell'insulto.

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