Maggioranze variabili e neocentrismo, i fantasmi del duo Alfano-Letta nel dopo Berlusconi

. Politica

Il dopo Berlusconi e' arrivato con la furia di un urgano sulla scena politica, nonostante fosse segnalato delle previsioni. Forse Napolitano e Letta, avevano già in mano da un po' , almeno da dopo il 1 agosto, giorno della condanna del Cavaliere per frode fiscale, una sorta di patto con Alfano. Allora si spiegherebbero meglio certe mosse e soprattutto l'ostentato ottimismo, mentre il paese era sull'orlo del baratro. Ma le macerie del centrodestra sono ora evidenti con un pdl spaccato, che copre le divisioni sempre presenti nel pd, dove continua inarrestabile la sfida Letta-Renzi. Il fantasma per Alfano sono le maggioranze variabili. Ieri il voto dell'emendamento grillino, che abolisce il reato di clandestinità', anche se sconfessato da Grillo, ha subito messo in allarme la pattuglia ministeriale del pdl. Quanto saprà resistere Alfano, orfano di Berlusconi, ai tentativi di parte del pd e dei grillini di fare saltare le intese, ora un po' meno larghe? E Letta e' attrezzato per respingere l'assalto di chi accusa lui ed Alfano di neocentrismo?  Parola che a destra suona di tradimento ed a sinistra pure, con la paura di vedersi catapultare in un futuro, tanto simile al passato, quando regnava la dc. E poi come si comporterà il pdl quando ci sarà da votare su temi scottanti e divisivi? Sono tutte domande che indirettamente coinvolgono la possibilità per Letta di proseguire la navigazione, almeno fino al completamento del semestre europeo e dell'approvazione di un nuova legge elettorale e delle riforme. C'e' la possibilità o il pericolo, a secondo come la si vuole vedere, che la parte lealista del pdl si spinga sempre di più verso la Lega, rimarcando la sua distanza dai centristi governativi. Berlusconi e' davvero fuori da tutti i giochi? Appare stanco e frastornato dagli ultimi avvenimenti, ma cerca di reagire ed anche di ricompattare un partito, che in realtà' non c'e' più. Tornato a Roma da Arcore, ultimi spostamenti prima dell'affido ai servizi sociali o peggio della carcerazione domiciliare, prova ad incontrare Alfano e Fitto. Prima uno, poi l'altro per evitare spiacevoli incontri, per mettere insieme i cocci. Senza Berlusconi va già bene se il centrodestra si divide in due soli tronconi, perché le anime sono tante e pure molto agitate. E non tutte sono nobili.

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